2010. Subito 80mila poveri.

La Vita Cattolica

Sabato 02 Gennaio 2010

 

SARA’ QUESTO L’ANNO BUONO DELLA RIPRESA? SPERIAMO DI SI, INTANTO IL FRIULI DEVE VEDERSELA CON UNA PERSISTENTE SITUAZIONE DI POVERTA’

2010. Subito 80mila poveri

Crisi economica a parte, inizia davvero male il 2010. Con 35 mila famiglie che ogni mese non sanno come «sbarcare il lunario». I poveri reali non sono meno di 80 mila.

Sostenere le associazioni che già esistono e che lavorano sul territorio, potenziare la rete dei servizi, implementare per il 2010 la quota degli ammortizzatori sociali, dare risposte concrete ai cosiddetti Ambiti: sono le richieste indirizzate alla Regione ed emerse nel corso del convegno organizzato questa mattina dalla Cisl dell'Udinese e Bassa friulana.

Queste le richieste della Cisl a sostegno delle politiche di contrasto della povertà. Politiche – sottolinea la segretaria della Cisl Fvg, Iris Morassi - non caritatevoli e meramente assistenzialistiche, ma di accompagnamento, che sostengano, responsabilizzandoli, i beneficiari, ad esempio nel percorso di reinserimento lavorativo.

Ma chi sono e quanti sono i poveri in Friuli-Venezia Giulia?

A scattare la fotografia delle povertà del Friuli-Venezia Giulia è l'economista Fulvio Mattioni: secondo l'Istat le famiglie interessate nel 2008 sono state 35 mila, pari a circa 80 mila persone. Se in termini percentuali, la nostra regione nel periodo 2002-2008 si colloca stabilmente all'ultimo posto tra le regioni del Nord, tuttavia la percezione che le famiglie hanno dell’adeguatezza delle risorse economiche a loro disposizione ha subito una brusca caduta. Nel 2002, infatti, la quota di famiglie che giudicavano le risorse economiche adeguate alla qualità della vita era pari al 65,5%; percentuale nel 2008 è sceso al 54,1%. Il 10,9% dichiara di arrivare a fine mese con grande difficoltà, il 18,8% con difficoltà, che sommati contano il 30% della popolazione. E sempre il 30% delle famiglie riferisce di non poter sostenere una spesa imprevista dì 700 euro e di non potersi permettere una settimana di ferie in un anno. A ciò va aggiunta la forte flessione dei consumi e lo stop nel livello di indebitamento. Maggiormente a rischio di povertà, stando al dato italiano, sono i minorenni (20%), i neolavoratori o lavoratori giovani fino ai 4 anni (20%) e gli anziani (19%).

È, invece, del sociologo Giancarlo Rovati della Cattolica di Milano l'approfondimento sulle povertà alimentari. Secondo il ricercatore, che ha confezionato il primo rapporto sul tema, in Friuli-Venezia Giulia l'incidenza della povertà alimentare sarebbe del 3,8%, tenuto conto di una soglia calcolata su una spesa, alimentare di 222 euro per una famiglia di 2 persone (spesa che in Fvg, parametrata al potere d'acquisto delle regioni) sale a 243 euro. In Italia, invece, sono 3 milioni le persone sotto la soglia di povertà, prevalentemente anziani over 75 e minori. E proprio sul fronte dei minori, arriva il dato più allarmante: in Fvg sotto soglia sarebbero 5 minori ogni 100.

Quanto, poi, all'assistenza, la nostra regione presenta una delle medie più alta nel rapporto tra assistiti ed enti. I beneficiari degli aiuti sarebbero 20 mila. Tuttavia i potenziali bisognosi si stima siano molti di più: 48 mila, il che significa che 28 mila non vengono intercettati. «Uno dei problemi più significativi - commenta Rovati - è la difficoltà di far incontrare offerta d'aiuto e domanda, oltre alla tempestività degli interventi e alla discrezione degli stessi».

Commenta il segretario della Cisl di Udine, Roberto Muradore: «Non possiamo accertare l'assunto per cui sarebbe sufficiente che soltanto i 2/3 - e oggi si parla addirittura del 51% - della popolazione stia bene, dimenticando gli altri: occorrono politiche decise a contrasto».

Politiche contro una povertà che ha facce diverse. Povertà alimentare, come ribadisce Paolo Olivo, presidente del Banco Alimentare; povertà complesse ed emergenti, ricorda Paolo Zenarolla, vicedirettore della Caritas; povertà al femminile, spiega Cristina Fanciullacci, segretaria della Cisl udinese; povertà del lavoro, sottolinea il segretario nazionale della Felsa Cisl, Ivan Guizzardi, ricordando la situazione dei precari ed atipici; infine povertà anche culturale, secondo il consigliere regionale del Pd Paolo Menis, che ricorda anche alcune misure alla discussione di quésti giorni sul bilancio: i 6,5 milioni sul fondo di solidarietà (ex fondo povertà e reddito di base) e i 24,18 milioni della carta famiglia.

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