La Vita Cattolica

Mercoledì 04 Gennaio 2017

 

2017: ritorno alla realtà?

Di Roberto Muradore Segretario Generale Cisl di Udine

Più o meno tutte le associazioni di rappresentanza, siano esse economiche, sociali, professionali ecc..., non se la passano benissimo. Ovviamente neppure i partiti godono di buona salute. Ciò sia perché troppo spesso l’istinto autoconservativo degli apparati di queste organizzazioni ha la meglio rispetto a cercare di svolgere al meglio il proprio ruolo, la propria mission a favore dei cittadini e degli associati, sia perché è, oggettivamente, sempre più difficile portare in qualche modo a sistema coerente realtà economiche, sociali e professionali sempre più complicate, a volte addirittura divise al loro interno.

Il “rappresentare” ha, sostanzialmente, due accezioni diversissime tra loro. Voler rappresentare, seriamente, un mondo di interessi, di cultura, di valori è un qualcosa che costringe alla realtà, responsabilizza e pretende rigore. In questo caso rappresentare significa “agire in nome e per conto di...“ con un mandato, ovviamente ampio, in virtù di un principio di delega, senza cadere nell’assemblearismo, sia esso reale che virtuale (la rete). Oppure il rappresentare come il “mettere in scena”, ricreando una realtà che non esiste, da strumentalizzare a proprio uso e consumo. In questo caso si trasforma, si immagina e si mistifica. Non esiste alcuna responsabilità poiché non esistono più i fatti, ma solo le interpretazioni e sono le parole che creano un mondo fasullo che sostituisce quello reale.

L’attuale clima pare proprio da “post verità” in quanto lo storytelling mediatico riesce letteralmente a sommergere la realtà delle cose, delle situazioni e, in definitiva, delle persone. È’ pericoloso separare la democrazia rappresentativa dalla realtà, dalla verità. E non sarà la democrazia diretta la risposta a tutto questo, se non temporaneamente. Non c’è alcuna narrazione degna di questo nome, ma imperversa lo storytelling.

Ecco, allora, che coloro i quali tentano con fatica di riportare il focus sulla realtà risultano antipatici, se non addirittura cattivi. Chi fa parte della disincantata ma attentissima brigata San Tommaso non è per nulla gradito. Rappresentare, mettere in scena uno spettacolo abbisogna di un palcoscenico e di un pubblico passivo di soli spettatori, non di cittadini consapevoli ed esigenti. E più lo spettacolo, la rappresentazione, è lontano dalla gente (cittadini per la politica e iscritti per le associazioni) e più ha successo e non è messo in discussione, anche se è ben lontano o addirittura l’opposto della realtà/verità.

Ecco ancora una ragione per cui è necessario recuperare nelle istituzioni, nella politica, nelle associazioni concetti e riferimenti vitali per la democrazia quali la sussidiarietà verticale, la prossimità, il territorio e la comunità: anche per evitare che si possa dire tutto e il contrario di tutto senza rispondere mai di nulla.

Roberto Muradore
Roberto Muradore
archivio

altre risorse: