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Conquiste del Lavoro

Giovedì 27 Marzo 2014

 

Accordo. Firmata al tavolo del ministero del Lavoro l’intesa sulla cassa integrazione per 89 lavoratori.

A Latterie Friulane piace Granarolo

Cig prevista per dodici mesi più altri dodici. A questo punto il gruppo bolognese potrebbe rientrare nella partita per l'acquisto degli stabilimenti di Campoformido (Udine) e Spilimbergo (Pordenone)

Claudia Sacilotto, Fai Cisl Fvg: il buon risultato della trattativa permetterà il mantenimento di una linea yogurt, che salva non solo 5 posti di lavoro ma apre la strada anche a nuove prospettive di sviluppo.

Il marchio Latterie Friulane è da oltre settant’anni noto presso tutte le famiglie del Friuli Venezia Giulia come sinonimo di freschezza e golosità. Tanti prodotti da mettere in tavola ogni giorno con la garanzia assoluta di sapore, genuinità e sicurezza. Negli anni, il Consorzio è stato protagonista di una crescita continua e costante, tanto che attualmente Latterie Friulane lavora oltre 1/3 di tutto il latte prodotto in regione. Un traguardo importante, conseguito anche attraverso l’acquisizione di altre aziende, tra le quali ricordiamo Cometa di Spilimbergo e Latte Silp di Gorizia. Ed è per questo che ha assunto una grande rilevanza la firma al tavolo del ministero del Lavoro dell'accordo della cassa integrazione per 89 lavoratori di Latterie Friulane. Alla sigla dell'accordo tutte le parti sociali. La cassa è prevista per dodici mesi più altri dodici, secondo la bozza di intesa già firmata nelle scorse settimane in Regione.

A questo punto Granarolo potrebbe rientrare nella partita per l'acquisizione degli stabilimenti di Campoformido (Udine) e Spilimbergo (Pordenone). Nei prossimi giorni cominceranno una serie di incontri tra azienda e sindacati per gestire la fuoriuscita degli 89 lavoratori in esubero. Si riaffaccia dunque il piano Granarolo per i lavoratori di Latterie Friulane che hanno approvato, durante un assemblea, l'accordo sulla cassa integrazione, prima della firma al ministero del Lavoro. Probabile dunque la riorganizzazione del polo diCampoformido (Udine). Il ritiro dall' operazione di fusione, annunciato da Granarolo dopo la prima bocciatura dell'accordo, avrebbe rischiato di portare alla chiusura dell'intero stabilimento di Campoformido con la perdita di oltre 180 posti di lavoro, non solo gli 89 esuberi previsti con la cassa. Ora la firma al ministero dovrebbe riportare Granarolo in Friuli.

”Nelle prossime ore la cooperativa ci contatterà e riprenderemo da dove ci eravamo fermati. Eravamo disponibili a farlo e lo siamo tutt'ora”.Non lasciano spazi all'interpretazione le parole di Gianpiero Calzolari, presidente del gruppo Granarolo. Come previsto, il sì alla cassa integrazione ha posto le premesse perché l'operazione di fusione delle Latterie friulane con il gruppo Granarolo vada a buon fine; in fondo, la messa in cassa integrazione di 58 lavoratori di Latterie friulane è arrivato per il mancato accordo sull'acquisizione della società. A confermarlo il direttore generale Franco Odorico, come atto che attesta lo stallo nelle trattative. Resta comunque una società al bivio tra acquisizionedaparte di Granarolo e liquidazione. Ma solo veramente solo due le strade che si possono percorrere?

“L'appuntamento, unitario era già fissato - ha fatto sapere la segretaria regionale di Fai Cisl, Claudia Sacilotto -confermandola presenza dell' assessore Bolzonello, “invitato - ha aggiunto - sulla base della disponibilità che lui stesso ci aveva manifestato”. Soddisfatto dell' evoluzione positiva l'assessore regionale, Sergio Bolzonello, che, a margine dell'assemblea, cui era presente, ha voluto sottolineare i passi avanti compiuti dall'inizio della trattativa: “Gli esuberi sono molti, ma pur sempre ridotti, da 104 a 84, e la speranza è che ora Granarolo si risieda al tavolo con Latterie e che magari si possa anchecompiere qualchenuovo passo avanti”. La Regione è pronta a fare la sua parte: “Il piano prospettato dal colosso emiliano è concreto e si può collocare in sintonia con le politiche dell'amministrazione regionale per far crescere il settore lattiero caseario del Fvg”.


Soddisfatta per il risultato ma anche per i toni finalmente pacati dell'assemblea, Claudia Sacilotto, leader di Fai Cisl Fvg, che tra l'altro ha sottolineato i positivi frutti della non facile trattativa. Tra questi il mantenimento di una linea yogurt che non solo salva 5 posti di lavoro, ma ci dà speranza di ulteriori prospettive di sviluppo, ha sottolineato Sacilotto, ringraziata pubblicamente per il “coraggio e ladeterminazione” dal segretario generale della Cisl di Udine, Roberto Muradore, il quale ha invece inviato l'ennesima frecciatina al collega di Flai Cgil, Fabrizio Morocutti: “Lo invito a un corso sindacale di base”.

La replica di Cgil è arrivata a stretto giro di posta. Precisato che “l' obiettivo perseguito è stato dall' inizio la difesa di una filiera regionale del latte per mantenere a Campoformidopiù linee produttive“, l'organizzazione ha replicato alla Cisl, “che è stata soprattutto la strenua opposizione della Flai e della Cgil a consentire un accordo migliore rispetto all'avvio della trattativa con Granarolo”. La storia di latterie Friulane è molto lunga. La prima realtà del settore agro-alimentare del Friuli Venezia Giulia: oltre 250 collaboratori, 70.000.000 di litri di latte ognianno, tutti di provenienza controllata, 150 allevamenti conferenti.

Nato nel 1933, il Consorzio Cooperativo Latterie Friulane è stato protagonista negli anni di una crescita costante, fino a diventare la prima realtà del settore agro-alimentare del Friuli Venezia Giulia. Un’impresa con oltre 250 collaboratori, capace di lavorare oltre 70.000.000 di litri di latte ogni anno, provenienti dagli allevamenti dei 150 conferenti del Consorzio, per un fatturato complessivo nel 2012 pari a 62.735.056 euro. Altro gruppo, altra storia. Granarolo Spa, il potenziale acquirente, è un gruppo alimentare italiano fondato nel 1957con sede a Bologna. Opera nel mercato nazionale del latte fresco e dei prodotti lattiero–caseario biologici (latte, yogurt, panne a lunga conservazione, formaggi e prodotti caseari freschi). La storia del gruppo inizia nel 1957 a Bologna quando viene fondato il Consorzio Bolognese Produttori Latte con lo scopo di produrre, trasformare e commercializzare il latte.

Nel 1992 il gruppo dà vita alla società Granarolo Felsinea spa ed acquisisce la Dilat spa di Soliera. Le acquisizioni degli anni Novanta riguarderanno le aziende: Latte San Giorgio di Locate di Triulzi (MI) nel 1994, Interpack srl di Gualtieri (Reggio Emilia), Fiore srl di Udine, Sail spa di Bari (operante in Puglia con il marchio 'Perla') e Latte Cerulli di Teramo. Nel 1998 il consorzio che controlla la Granarolo Felsinea spa assume il nome di Gran Latte e l'anno successivo la Granarolo Felsinea assume il nome di Granarolo spa.

Nel corso del 2008 un riassetto del gruppo ha portato alla chiusura della società controllata Agriok spa (operante nel settore della tracciabilità di filiera) e la cessione del ramo di azienda gastronomico (Vogliazzi), del caseificio di Sermoneta (mantenendo però il marchio Pettinicchio) e di Acqui Terme (cedendo il marchio Merlo). A febbraio 2013 Granarolo annuncia la cessione del 100% delle quote di Csl srl, azienda totalmente controllata che sviluppa, produce e commercializza probiotici, fermenti lattici, muffe e lieviti, destinati ai settori farmaceutico, nutraceutico, lattiero-caseario, alimentare e agro-zootecnico. CSL, pioniere italiano nel campo della ricerca e della produzione di batteri lattici, era entrata a far parte del gruppo Granarolo nel 2006, cresciuta significativamente, con un fatturato di oltre 10 milioni di Euro e marginalità positiva, richiedeva oggi una focalizzazione crescente per proseguire lo sviluppo. Oggi l’interesse per Latterie Friulane.

Claudia Sacilotto
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Roberto Muradore
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