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Messaggero Veneto

Martedì 26 Marzo 2013

 

OSPEDALE

Addetti alle pulizie: meno ore e meno soldi

Il posto di lavoro sarà conservato, come prevede la normativa, ma al costo di una riduzione media del 10% del monte ore e dunque, di conseguenza, dello stipendio.

Solo a questa condizione i 57 dipendenti che oggi, in seno all’impresa Euro&Promos, garantiscono la pulizia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia potranno mantenere la propria occupazione quando il prossimo primo aprile ci sarà il passaggio di testimone con la nuova impresa aggiudicataria del servizio. Prendere o lasciare è la posizione dell’altoatesina Markas spa, azienda che in associazione temporanea d’impresa con le friulane Idealservice e Minerva ha fatto suo il maxi-appalto regionale da 86 milioni di euro per il servizio integrato di pulizie negli ospedali della regione.

Dopo un incontro sindacale che venerdì scorso si è concluso con un mancato accordo, l’impresa ha convocato per oggi, in ospedale, tutti e 57 i lavoratori per la firma del nuovo contratto che, ha annunciato alle parti sociali, vedrà decurtato il monte ore di circa il 10%. Chi oggi lavora dunque 40 ore la settimana passerà a 37, chi 33 a 30, chi 24 a 22 e mezza.

Per il sindacato si tratta di una condizione inaccettabile, «tanto più – afferma Fabiano D’Elia di Fisascat Cisl Udine – perché ai dipendenti viene imposta con il ricatto. L’azienda ha infatti annunciato che chi non firmerà il contratto domani (oggi, ndr) non lavorerà», continua il sindacalista, ricordando come l’articolo 4 del contratto nazionale multiservizi «preveda invece che nel passaggio i dipendenti continuino a prendere il medesimo salario, abbiano la stessa mansione e lo stesso livello».

Insomma, nulla dovrebbe cambiare per i lavoratori che qui rischiano invece di fare le spese dell’ennesimo taglio da spending rewiev. Questa almeno la giustificazione servita in pasto al sindacato.

«Markas – spiega ancora D’Elia – rivendica infatti il minor pagamento per il servizio a causa del contenimento della spesa pubblica e quindi la necessità di rivalersi, a cascata, sui lavoratori per far quadrare i conti». Del problema, le parti sociali hanno interessato anche i vertici dell’azienda ospedaliero-universitaria di Udine, «ma ci è stato risposto che la vertenza non li riguarda in prima persona e che dobbiamo cercare di risolverla direttamente con la Markas».

L’ora della verità scatterà stamattina alle 9, quando il primo dei 57 lavoratori varcherà la soglia dell’ospedale per la firma del contestato contratto. D’Elia spera ancora in un passo indietro da parte dell’azienda, «contiamo– dice – che si possa tornare al 5% della riduzione del monte ore che era stata ipotizzata inizialmente e che i lavoratori, non senza fatica, avevano digerito». Salvo ripiombare poi in un mare di preoccupazioni alla notizia del taglio lievitato, che profila, in busta paga, una riduzione sensibile dello stipendio per i dipendenti, molti dei quali devono far fronte a mutui e figli a carico. Dovesse materializzarsi quest’ipotesi, vale a dire il temuto taglio del 10%, il sindacato non esclude azioni di protesta, che potrebbero essere già decise oggi nel corso di un’assemblea dei lavoratori e investire nei prossimi giorni il cuore dell’ospedale civile: l’atrio, imprestato per l’occasione alla protesta dei 57 lavoratori con tanto di bandiere del sindacato.

Maura Delle Case

Fabiano D'Elia
Fabiano D'Elia
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