Messaggero Veneto

Lunedì 18 Marzo 2013

 

Allarme Cisl: 50 mila nuovi poveri in Friuli

Negli ultimi cinque anni è raddoppiato il numero di chi è in difficoltà.
E aumentano le file alle mense.

La fila alle mense dei poveri è sempre più lunga. Secondo la Cisl, le persone che non solo non arrivano alla fine del mese, ma non hanno nemmeno qualcosa da mettere in tavola tutti i giorni, in Friuli Venezia Giulia sono ormai circa 50 mila. Si tratta di un esercito di nuovi poveri, vittime della crisi che sta stritolando da mesi, da anni, il nostro sistema economico.

Perché ad avere bisogno di cibo non sono soltanto gli stranieri, privi di quella rete familiare indispensabile per affrontare i momenti più difficili, ma anche i disoccupati, gli esodati e tanti pensionati. Italiani accomunati dalla mancanza di lavoro e di reddito o anziani soli che non ricevono un assegno mensile sufficiente a soddisfare le esigenze primarie.

«Perché è di quello che stiamo parlando - sottolinea il segretario territoriale della Cisl, Roberto Muradore -. Non si tratta di non potersi permettere la ricarica telefonica o le rate del mutuo e dell’auto nuova. Qui parliamo invece di povertà alimentare, che è l’ultima soglia della povertà, quella oltre la quale non si può andare. E per fortuna che ci sono realtà come il Banco alimentare che distribuisce cibo e generi di prima necessità gratuitamente».

«Abbiamo fatto una ricerca - continua il sindacalista - e abbiamo scoperto che il numero delle persone costrette a chiedere aiuto al Banco alimentare oppure attraverso le mense dei poveri (come in quella di via Ronchi, a Udine, dove ogni giorno vengono serviti 200 pasti ndr) o attraverso altre associazioni è quasi raddoppiato: l’incremento registrato negli ultimi 5 anni è stato di 24 mila unità pari dall’85,8%, il che dunque significa che in Friuli Venezia Giulia ci sono 50 mila persone che con dignità lottano per poter sopravvivere».

Ancora più drammatico, secondo Muradore, è il dato che riguarda i bambini e i giovani figli di precari che non sono in grado di garantirgli una crescita fisica, psicologica, intellettuale e sociale. «In Italia - conclude il sindacalista Cisl - gli adolescenti senza prospettive sono ormai 500 mila».

Cristian Rigo

Roberto Muradore
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