Messaggero Veneto

Martedì 14 Agosto 2012

 

Allarme Cisl: a rischio altri 4 mila posti

Impennata della cassa integrazione in provincia di Udine.
Il segretario Muradore critica la politica e le istituzioni.

«Più di 5 mila posti persi nel primo trimestre nella sola provincia di Udine e un tasso record di disoccupazione con quasi 20 mila persone rimaste senza un lavoro e altre 4 mila a rischio». Sono i “numeri” della crisi fotografata dalla Cisl che lancia l’allarme e chiede alla politica e alle istituzioni interventi finalizzati al rilancio dell’economia per evitare che l’emergenza lavoro si trasformi anche in un’emergenza sociale.

«Perché l’elenco delle vittime della crisi rischia di allungarsi - dice il segretario del sindacato, Roberto Muradore - e chi esce dal mercato a cinquant’anni ha poche possibilità di ricollocarsi. Così sono sempre di più le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese». E la Cgil assicura che molte aziende, medie e piccole, rischiano di non riaprire più dopo le ferie. Colpa dei fatturati che non sono ripartiti come si sperava, ma anche - accusano i sindacati - della mancanza di infrastrutture e infostrutture adeguate.

«Dov’è la banda larga - si chiede Muradore -? E il porto si fa oppure no? Le ferrovie? La burocrazia oggi è un freno mentre dovrebbe essere un motore per le imprese. E non è finita qui: per il comparto unico sono stati spesi 100 milioni, ma non si è vista ancora nessuna riorganizzazione». Ecco perché la Cisl non nasconde la sua preoccupazione: «Nei primi 7 mesi del 2012 le ore autorizzate di cassa integrazione sono aumentate dell’8,8% in Italia, del 6,1% nel Nord-Est e del 27,2% in Fvg, passando dai 10,8 milioni del 2011 ai 13,7 del 2012. Su base annua si può stimare che siano oltre 11 mila i lavoratori sospesi in regione, dei quali più del 70% a rischio di perdere il lavoro in quanto collocati in cassa integrazione straordinaria l’anticamera della mobilità e della disoccupazione. Circa la metà di questi, cioè circa 4 mila persone, si trovano in provincia di Udine. Come se non bastasse - continua - nella nostra Regione i lavoratori posti in mobilità sono aumentati, nel corso del I° trimestre 2012, del 25,2%, passando da 2.039 a 2.542 unità. In provincia di Udine i mobilitati sono cresciuti del 48,3% e le donne addirittura del 49,3%».

Secondo Muradore «in provincia i lavoratori direttamente interessati dalla crisi (disoccupati, mobilitati e sospesi) raggiungono, assieme, il 12% delle forze di lavoro, cioè dell’intera platea di chi ha bisogno e vuole lavorare. Se ad essi aggiungiamo, poi, gli scoraggiati e i sottoccupati, la quota tocca il 15% delle forze di lavoro effettive e potenziali. E la politica cosa fa? Per adesso quasi nulla, con la scusa che stiamo affrontando una crisi globale le cui cause non sono quindi da imputare al territorio. Anzi la Regione ha deciso anche di sopprimere l’agenzia del lavoro..».

Cristian Rigo

Roberto Muradore
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