Il Gazzettino

Martedì 27 Maggio 2014

 

Allarme Cisl: in provincia crisi più grave che altrove

Il segretario Roberto Muradore commenta i dati sulla cassa integrazione:
«Numeri peggiori rispetto al resto del nordest». Appello alla Regione

Non smette di mordere la crisi del comparto manifatturiero in regione. Lo rivelano i dati nel primo trimestre 2014 che fanno registrare un nuovo record negativo della cassa integrazione e guadagni pari a 8,4 milioni di ore (+43,3%) contro i 5,9 del primo trimestre 2013 e i 6,2 del 2009. Ancora una volta il traino della crisi è la provincia di Udine con uno stock raddoppiato di ore integrate (+116,8%), perché salite dagli 1,8 milioni del primo trimestre 2013 ai 3,9 milioni del corrispondente periodo dell'anno in corso. Se la crisi dovesse mantenere questo passo i lavoratori "sospesi" dal lavoro ammonteranno, a fine 2014, a 20.424 unità contro le 15.422 del 2013. E di questi 9.464, pari al 46,3% del totale regionale, sarebbero della provincia di Udine. Il 70% della cassa integrazione guadagni è nel manifatturiero e i comparti produttivi coinvolti sono quelli tipici della nostra industria, metalmeccanico e legno-mobile, con una preponderanza di cassa integrazione straordinaria, anticamera dei licenziamenti.

A dare l'allarme è il segretario generale della Cisl di Udine, Roberto Muradore: «Questa gravissima situazione è simile alle altre aree del Paese? Mal comune e mezzo gaudio? No, per nulla: nell'area del Nord-Est la cig cresce solo del 4,2% e nel Nord-Ovest diminuisce dell'1,4%. Nel primo trimestre di quest'anno in Veneto il calo della cassa è stato del 20,6%. È necessario pertanto che la Regione, che si sta impegnando tantissimo nelle innumerevoli crisi aziendali, predisponga prontamente, come annunciato, un piano di politica industriale e uno per il lavoro. Ai mali endogeni che attanagliano la manifattura regionale e penalizzano i lavoratori, bisogna rispondere con forza e con strumenti adatti».

Rincara la dose, Muradore, cercando le cause di quello che pare un tracollo inarrestabile: «La specialità del Friuli Venezia Giulia è stata del tutto disattesa. Nel 2005 e nel 2010, Cgil Cisl e Uil di Udine organizzarono 2 scioperi generali con manifestazioni finalizzate a svegliare una politica dormiente: nonostante la loro natura propositiva e la loro grande riuscita, si continuò a dormire. Non fu neppure capita l'esigenza di lavorare insieme, istituzioni imprenditori e sindacati, per governare una crisi generale "facendo sistema". La politica locale si trincerò dietro l'alibi che, essendo la crisi mondiale, non poteva fare quasi nulla, se non aspettare che passasse la nottata».

Paola Treppo

Roberto Muradore
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