UdineEconomia

Mercoledì 30 Settembre 2015

 

“Alleggerire il carico fiscale su ogni tipo di attività”

Per i sindacati è ancora troppo presto per dare un giudizio positivo sulle misure introdotte dal Jobs Act. «Rispetto alla normativa precedente, il Jobs Act crea un “percorso a termine con verifica” - afferma il segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia Franco Belci -. Bisognerà pertanto capire tra tre anni quando entrerà a regime, e cioè quando verranno meno le agevolazioni statali, se il 70% dei giovani manterrà il proprio posto di lavoro. Se lo farà allora avrà funzionato, se invece ne manterrà il 50% o meno non l’avrà fatto».

Concorda con Belci il segretario della Cisl di Udine Roberto Muradore sottolineando che «il vero tema è stabilizzare e va premiato con le agevolazioni». Per Muradore un tema importante non ancora affrontato in modo sufficiente è «il ribaltamento di una logica fiscale perversa che premia, facendo pagare meno tasse, i redditieri, cioè coloro che hanno rendite derivanti da patrimoni mobili o immobili. Per cui bene il fatto che le assunzioni a tempo indeterminato costino meno alle imprese perché così facendo si premia il lavoro e lo si stabilizza ma vanno messi in campi provvedimenti legislativi che alleggeriscano (e di molto) il carico fiscale su ogni tipo di lavoro, soprattutto dipendente ma anche autonomo».

Per Belci, le azioni che il Governo dovrà attuare dovranno essere volte a «favorire gli investimenti e capire se gli incentivi forniti alle aziende vengono utilizzati proprio per tali scopi». Fondamentale per il segretario della Cgil del Friuli Venezia Giulia è quello di «consentire alle aziende di fare investimenti non solo in termini di prodotto ma anche personale, in termini di formazione».

«Noi come sindacato – continua Belci -, sia in Venezia Giulia che in Friuli, siamo riusciti con alcune aziende a siglare degli accordi che propongono tutele per i lavoratori analoghe a quelle dell’ex art. 18, creando quindi un clima di fiducia tra aziende e lavoratori. Vorremmo estendere questo tipo di accordi anche a Confindustria ma su questo fronte c’è notevole sordità».

Roberto Muradore
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