ATTIVO UNITARIO DEI QUADRI E DEI DELEGATI

CGIL - CISL - UIL TERRITORIALI DELLA PROVINCIA DI UDINE

DOCUMENTO CONCLUSIVO - PIATTAFORMA

 
     
 

Udine, 16 Novembre 2009

 
     

L’ASSEMBLEA dei quadri di Cgil-Cisl-Uil dell'Alto Friuli e dell’Udinese e Bassa Friulana, riunita oggi a Udine per valutare le attuali condizioni sociali ed economiche della provincia di Udine in ordine agli effetti pesanti che la recessione sta producendo nel territorio, APPROVA la relazione introduttiva svolta da Ferdinando Ceschia a nome delle Segreterie Territoriali Confederali, unitamente ai contributi emersi nel corso del dibattito ed all’intervento conclusivo tenuto da Susanna Camusso, della Segreteria Nazionale CGIL.

ESPRIME grande preoccupazione poiché i nodi strutturali, anche locali, alla base della crisi sono ancora irrisolti e DENUNCIA il progressivo peggioramento delle condizioni reali del mercato del lavoro

L’ASSEMBLEA, ritiene, in modo particolare, di dover focalizzare la attenzione delle istituzioni, delle forze economiche sociali del territorio sulle seguenti proposte.

IL SISTEMA PRODUTTIVO

Il sistema manifatturiero rimane ancora oggi l'asse portante di tutta l'economia della Provincia e, quindi, è indispensabile l’impegno di tutti non solo per l'emergenza bensì anche per individuare un progetto di rilancio e pensare un modello di sviluppo del sistema manifatturiero tale da valorizzare l'esistente e lanciare altri e nuovi segmenti produttivi.

Sono da supportare anche i settori del terziario e dell’agricoltura in quanto a causa della crisi e del calo dei consumi sono sempre più sofferenti.

IL CREDITO

Va ancor di più responsabilizzato il sistema creditizio, sia pubblico che privato. Friulia deve ridimensionare il volume delle attività finanziarie e ritornare a svolgere prevalentemente un ruolo di sostegno e rilancio delle imprese.

Il sistema privato, invece, deve rendersi maggiormente flessibile nei confronti delle medie e piccole imprese, deboli sul piano finanziario perché spesso sottocapitalizzate, rendendo più agevole l'accesso al credito. Queste realtà rappresentano l'80% del tessuto produttivo e non possono essere abbandonate al loro destino.

LA REGIONE e GLI ENTI TERRITORIALI

Un ruolo fondamentale deve essere svolto dalla Regione che può e deve svolgere per i suoi poteri un ruolo di indirizzo e di sostegno al sistema economico dei territori, con particolare attenzione ai territori deboli anche favorendo e coordinando le Camere di Commercio e FINEST al fine di rendere le loro attività più efficaci.

La Regione, quindi, deve predisporre una politica industriale, capace di rendere attrattiva la permanenza delle attività produttive nel territorio e attrarne di nuove.

Deve essere ripristinato, da subito, l'Assessorato all'industria e artigianato. Vanno trovati i sostegni finanziari per la promozione e l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Si impone l’avvio di una seria politica energetica.

Va avviato un piano strategico dei servizi ambientali, urge un piano che ammoderni e ampli le infrastrutture, portuali, viarie e ferroviarie.

Provincia e Comuni devono svolgere un ruolo di stimolo, per la parte che a loro compete, dell'offerta di lavoro attraverso l'avvio dei lavori pubblici, soprattutto quelli facilmente cantierabili (viabilità, edifici scolastici, manutenzione del territorio ecc).

IL WELFARE e LA SANITA’

La fase economica negativa, ha causato un drastico calo delle risorse da destinare alla sanità, al welfare, alle necessità ed ai bisogni della parte più debole ed esposta come i pensionati e i meno abbienti.

Le istituzioni preposte devono preservare ciò che di buono è stato realizzato fino ad oggi come, ad esempio, i piani di zona che, partiti nel 2006, attendono oggi di essere rivitalizzati e rilanciati mentre vanno prorogato a tutto il 2010 gli ammortizzatori sociali in deroga.

I SERVIZI PUBBLICI

Il sistema dei servizi pubblici deve essere a fianco dei cittadini e delle imprese e, a tal fine, va ulteriormente efficientato. La politica e la dirigenza di tali servizi approntino, come in qualsiasi realtà produttiva, veri e propri “piani industriali” evitando di attardarsi a tanto inutili quanto ingiuriose invettive nei confronti dei lavoratori.

La crisi economica e sociale obbliga, oggi più che mai, i responsabili dei servizi pubblici e prevedere veri e propri percorsi di riorganizzazione delle attività, col duplice obiettivo di risparmio e di riqualificazione delle stesse, a partire dalla scuola che non va depauperata in quanto motore di progresso sia civile che economico.

L’Assemblea, infine, dà mandato alle Segreterie Territoriali Cgil-Cisl-Uil della provincia di Udine, affinché siano intraprese tutte le iniziative necessarie atte a perseguire gli obiettivi posti.

APPROVATO ALL’UNANIMITA’

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