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Messaggero Veneto

Sabato 12 Ottobre 2013

 

Aussa Corno, persi 250 posti di lavoro

La denuncia di Fim Cisl: a rischio altri 150 lavoratori.
Inaugurato lo Sportello del settore metalmeccanico-siderurgico

Nell'ultimo anno e mezzo nella zona industriale Aussa Corno di San Giorgio di Nogaro sono andati persi circa 250 posti di lavoro nel settore metalmeccanico e siderurgico, mentre altri 150 sono a rischio per la vicenda Palini e Bertoli Evraz. A denunciarlo è la Fim Cisl, la quale chiama in campo la politica per un'azione sinergica a sostegno dell'area più importante della regione Fvg, al fine di non perdere anche quelle aziende del settore che non risentono della crisi e rappresentano un valore per questa zona industriale continuando a investire nella propria attività, vedi Meetinvest, Tecnosider, Marcegaglia, Aussafer, Nunki Steel e Ralc.

La Fim Cisl ha ufficializzato ieri l'apertura a San Giorgio dello Sportello del settore metalmeccanico-siderurgico, mentre il sindaco Pietro Del Frate, ha annunciato l'avvio dei contatti con Regione, sindaci, sindacato, industriale, associazioni delle piccole e medie imprese e di tutti i soggetti portatori di interesse, per creare un osservatorio per l'occupazione e le attività industriale della Bassa friulana e del Friuli Venezia Giulia. Lodando l'iniziativa della Cisl sullo sportello che “servirà a monitorare e capire meglio come affrontare la crisi”, Del Frate ha ribadito l'importanza della Ziac per la regione sia in termini occupazionali che economici, soprattutto nel settore del metalmeccanico e siderurgico.

Roberto Muradore, segretario generale della Cisl di Udine, ha affermato che «oggi c'è bisogno degli stessi intendimenti che hanno portato al Patto territoriale, cioè riunire tutti i portatori di interesse e le intelligenze, per capire cosa e come fare per il futuro: mettersi insieme per fare qualcosa. L'Aussa Corno è un'area sistema unica in tutto il Nord Italia: c'è l'autostrada, la ferrovia, il porto, oltre alle telecomunicazioni, ma sono infrastrutture che vanno migliorate: va fatto il nuovo raccordo ferroviario e l'allacciamento stradale, per valorizzarla. E bisogna dragare: serve lavoro e non solo chiatte per i trasporti! La politica può rendere attrattivo un territorio con fattori competitivi di contesto. Servono un assessore regionale specifico per l'Industria e uno per l'Agricoltura e Terziario, per le tante cose da fare». Una stilettata al segretario Belci per la posizione sul terzo mandato dei sindaci.

Francesco Barbaro, provinciale Fim, ribadendo l'importanza della Ziac con i suoi 3 mila addetti, ha elencato le crisi senza speranza di Vem (30 in cig per procedura concorsuale), della Fc Impianti (70), della Naomi Kult (15 tutte donne), della Paolini Impianti (25) che ha 10 mesi non ricevono un euro, della Battistella Tecnology (30), Fv Beltrame (12), e della Beker e ex Magona, e la preoccupazione per la Palini e Bertoli (146). Sono intervenuti diversi delegati e il responsabile Fnp, Paravano. Ha concluso, il segretario regionale Sergio Drescig, che ha fatto il punto delle crisi in provincia.

Francesca Artico

Francesco Barbaro
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Sergio Drescig
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Roberto Muradore
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