La Vita Cattolica

Giovedì 05 Febbraio 2015

 

Autonomia significa efficienza

Di Roberto Muradore - Segretario Generale Cisl di Udine

Ho letto con attenzione l'intervista a Paolo Feltrin pubblicata su «la Vita Cattolica» del 29 gennaio e l'ho trovata interessante. Feltrin, del resto, ha più volte fatto riflettere tutti noi con le sue provocazioni, sempre utili. Mi conforta il fatto che alcune delle considerazioni contenute nell'intervista si possano tranquillamente rinvenire nelle analisi e nelle proposte più volte avanzate pubblicamente dalla Cisl di Udine.

Parto proprio dalla volontà accentratrice che sta guidando tanta parte della politica nazionale e regionale e che la Cisl locale ha sempre osteggiato, preferendo un modello istituzionale ancorato alla cultura, ai valori e ai principi (propri della Cisl) di sussidiarietà, di prossimità e di autonomia. Esattamente il contrario delle ventilate macro-regioni e anche di un, sempre in agguato, neo centralismo regionale. Come nelle imprese anche nelle istituzioni le grandi dimensioni possono sia favorire utili economie di scala, sia alimentare nocive diseconomie di scala. Il tema, allora, non è se è meglio grande o piccolo, ma, al di là delle dimensioni, se si è «risparmiosi ed efficaci»! E, in più, un'istituzione tanto accentrata da essere lontana aumenta lo iato tra cittadini e la politica.

La regione Friuli-Venezia Giulia gode di una autonomia speciale che non va solo predicata ma ben praticata. Negli ultimi 15-20 anni non mi pare sia andata proprio in modo tanto virtuoso. Basti pensare alle partecipate regionali che, da utilissimi strumenti per l'emancipazione delle nostre comunità da situazioni di reale arretratezza economica e sociale, sono diventate soprattutto un grande costo senza i relativi benefici per la collettività. Non sono d'accordo, però, che debbano essere smantellate. La politica, invece, ha il dovere di riorganizzarle rendendole meno dispendiose e nuovamente utili, valorizzandone le risorse umane e professionali. Esperienze e competenze esistono, ma vanno ben guidate e indirizzate.

Così come il Comparto Unico, attualmente un costo inutile, può e deve trovare un senso e un fine non nel suo azzeramento, ma nel completamento di un percorso che ne colga tutte le potenzialità. La riforma degli Enti Locali, infatti, porterà maggiore efficienza ed efficacia nelle pubbliche amministrazioni locali se il personale, per le competenze che già possiede e per quelle che una buona formazione può fornire, sarà messo nelle condizioni di operare bene e utilmente, collocato laddove può realmente incrociare i bisogni dei cittadini e delle imprese dando loro risposte e soluzioni. Si impone, quindi, un monitoraggio delle professionalità, degli organici dei singoli Comuni, un eventuale riqualificazione professionale e una conseguente mobilità non selvaggia, ma mirata e contrattata. Non più un lavorare per adempiere, ma per cogliere obiettivi misurabili e verificabili.

La riforma degli Enti Locali, pur non essendo rispondente ai desiderata della Cisl di Udine, è comunque da portare a compimento perché i Comuni devono mettersi insieme, razionalizzare ed erogare maggiori, migliori e meno costosi servizi ai cittadini. La riforma sanitaria, che mi pare avviare un utile processo, dovrà portare certamente a costi minori della stessa, ma mi pare opportuno e doveroso non chiudere gli ospedali, così come affermato da Feltrin, ma ripensare le funzioni di alcuni di essi affinchè possano essere ancora utili alle comunità di riferimento e all'intera popolazione regionale.

L'autonomia speciale della Regione, ancora, non si difende solo con i pur importantissimi riferimenti alla pluralità di culture e di lingue che insistono in Friuli-V.G., ma con il buon governo. Bisogna dimostrare, cioè, di avere una «marcia riformista» in più rispetto agli altri. Va anche valorizzata, finalmente, la «unicità» davvero strategica della propria collocazione geo-economica realizzando le necessarie infrastrutture portuali, ferroviarie e viarie. La Regione, in definitiva, deve fare meglio, di più con minori risorse. Solo così continueremo a «essere speciali».

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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