Messaggero Veneto

Lunedì 24 Febbraio 2014

 

L’intervento

Basta indugi la burocrazia va riformata

di Roberto Muradore - Segretario Cisl di Udine

Questa burocrazia è talmente costosa, farraginosa e inconcludente da essere letale per il nostro Paese e la nostra Regione. Al punto che un paio di anni fa i quattro vescovi del Friuli Venezia Giulia hanno scritto che “non ci potrà essere ripresa economica se non si supera l’elefantiasi della burocrazia pubblica e l’eccesso di regole e paletti formali che paralizzano il sistema economico”.

Per venirne fuori si impongono riforme coraggiose ma, si badi bene, a costo quasi zero quali lo snellire procedure lunghe e arzigogolate, introdurre reali criteri di merito e di responsabilità, far vincere la cultura del risultato abbandonando quella del mero adempimento fine a se stesso.

Certamente tagliare gli sprechi è necessario, ma non è sufficiente. Va avviato un processo di ristrutturazione vera e propria per qualificare l’offerta pubblica. La riduzione dei costi e il recupero di efficienze ed efficacia delle amministrazioni devono, insieme, rispondere all’urgenza di “fare meglio e di più con meno risorse”. Del resto è già così per tutte le aziende private che, altrimenti, vanno fuori mercato, chiudono e licenziano. In definitiva, va ridotta la spesa pubblica e approntato un piano industriale che ripensi l’organizzazione della macchina pubblica.

La strada indicata dalla Cisl nazionale è quella di «andare a un confronto vero con Regione e autonomie locali per recuperare risparmi di gestione e per dare più servizi e di maggiore qualità ai cittadini e alle imprese. Senza questa rivoluzione e senza una riorganizzazione dell’efficienza e del merito è difficile pensare al domani».

Il riconoscimento della competenza, del merito e della responsabilità è, però, ancora una chimera così come ultimamente evidenziato anche dalle centinaia di migliaia di euro che il Comune e la Provincia di Udine hanno erogato con criteri arbitrari di assegnazione. Basta, allora, con un pubblico impiego svilito dalla clientela, dai calcoli elettoralistici e dagli interessi corporativi. Basta con quei politici, con quei dirigenti e anche con quei sindacalisti che fan sì che lo stipendio pubblico, per alcuni, diventi una rendita perchè, in questo modo, tradiscono i cittadini e danneggiano l’insieme dei pubblici dipendenti che, invece, desiderano riprendersi quella “considerazione sociale” che spetta a loro, uscendo dalla tanto superficiale e troppo diffusa accusa di essere dei fannulloni.

La Cisl di Udine, da tempo, afferma che l’attuale situazione frustra i tanti dipendenti che quotidianamente svolgono con serietà il proprio lavoro. I nostri lavoratori pubblici non sono per nulla peggiori dei loro colleghi francesi o tedeschi. E’ proprio grazie ai tanti lavoratori volonterosi che la macchina pubblica, nonostante tutto, sta in piedi, anche se traballante. Basta con quei dirigenti nazionali e locali che, in lunghi anni di permanenza nelle stanze dei bottoni, acquisiscono tante e tali informazioni da poter condizionare l’operato dei ministri e degli assessori di ogni livello istituzionale per fini propri e conservativi, certamente non per il bene comune.

Se non si può o non si vuole adottare lo spoil system, li si faccia perlomeno ruotare, si fissino una soglia minima e massima di permanenza e di carriera e li si costringa a rispondere concretamente dei risultati che la politica deve iniziare a indicare loro con chiarezza. La Cisl friulana è pienamente consapevole che il “pubblico”, se funziona, è un formidabile facilitatore, volano e motore per la produzione di ricchezza economica e sociale, ma così com’è frena l’economia e rischia di declassare i cittadini in clientes.

Il Governo regionale e la politica tutta si diano da fare, senza indugi, per rendere utile, quindi giustificato, il costoso comparto unico riorganizzando le strutture amministrative della nostra regione e rivedano anche, radicalmente, il sistema delle partecipate pubbliche. La contrazione delle risorse fa sì che oggi un euro valga più di un euro e perciò và ben speso a favore del lavoro e dell’economia.

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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