Messaggero Veneto

Martedì 21 Agosto 2012

 

Bernardi, cassa integrazione per 84

Scongiurati i licenziamenti.
Trovato l’accordo tra azienda, Regione, Provincia e sindacati: un anno di straordinaria.

Non ci saranno licenziamenti al gruppo Bernardi di Ronchis. Lo spettro della mobilità, materializzatosi all’indomani della parziale cessione dei negozi a Coin, è stato infatti scongiurato ieri a monte di una lunga giornata. Trascorsa da sindacato e azienda al tavolo delle trattative, ha fruttato l’immediato dietrofront sulla procedura di mobilità (aperta per 120 unità lavorative) e la scelta di ricorrere agli ammortizzatori sociali per 84 persone in tutto. In particolare, 70 impiegati della sede di Ronchis saranno posti in cassa integrazione straordinaria per 12 mesi (eventualmente prorogabili per ulteriori 12), mentre per 14 commessi, attualmente in forze in 9 punti vendita - San Daniele, Codroipo, Cassacco, Pradamano, San Giorgio di Nogaro, Gemona, Basiliano, Bertiolo e Amaro -, sarà attivato un contratto di solidarietà.

La giornata di trattative è iniziata al mattino nella sede di Bernardi, a Ronchis, dove sindacato e azienda hanno intavolato un serrato confronto, sia sui numeri degli esuberi, che sugli strumenti a disposizione, ma l’intesa è arrivata solo a pomeriggio avanzato, anche grazie al ruolo di mediazione svolto dall’assessore regionale al lavoro, Angela Brandi. Da Ronchis, sindacati e azienda si sono infatti spostati a Trieste, convocati nella sede della Regione, dove la trattativa è proseguita alla presenza della Brandi, dell’assessore al lavoro della Provincia di Udine, Daniele Macorig, del sindaco di Ronchis, Vanni Biasutti, e del suo vice Andrea Casasola. Una presenza corposa quella delle istituzioni, specchio della portata di questa vertenza (anche per i suoi elevati numeri), come ha poi confermato l’assessore Brandi a margine dell’incontro: «Quello del gruppo Bernardi – ha detto – è un problema di rilievo regionale, soprattutto perché si colloca in un contesto, quello della provincia di Udine, dove ci sono diversi punti di crisi aperti».

Scongiurati i licenziamenti, ora la palla passa al Ministero del lavoro nella cui sede dovrà essere firmata la richiesta di cassa integrazione straordinaria per cessazione di reparto. «La Cigs avrà decorrenza dal primo di settembre e sarà richiesta in base ad un decreto del 2004 che prevede un esame congiunto in sede ministeriale», spiega Francesco Buonopane, segretario di Filcams Cgil Udine, soddisfatto, come i colleghi Claudio Moretti (Uiltics Uil) e Paolo Duriavig (Fisascat Cisl), d’aver scongiurato i licenziamenti, «anche se – dice – il ricorso agli ammortizzatori non è certo un fatto positivo».

Maura Delle Case

 
 

L’azienda può prolungare la Cig ma deve reintegrare 21 dipendenti

Ventuno persone dovranno essere ricollocate in seno al gruppo Bernardi al termine del primo anno di cassa integrazione straordinaria. Soltanto a questa condizione prevista dalla legge, vale a dire l’aver reintegrato al lavoro almeno il 30 per cento dei dipendenti posti in Cigs, Bernardi potrà infatti usufruire di un ulteriore anno di cassa integrazione allo scadere dei primi dodici mesi. Si tratta di un dettaglio per nulla secondario poiché, se da un lato l’intesa raggiunta mette al riparo dal licenziamento tutti gli occupati almeno per l’anno di Cigs e di contratto di solidarietà, dall’altro prevede pure il reintegro al lavoro e dunque l’uscita, tra 12 mesi, dal meccanismo dell’ammortizzazione, del 30 per cento della forza lavoro oggi in esubero.

Paolo Duriavig
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