FP

Funzione Pubblica
Via T. Ciconi, 16 - UDINE
Tel. 0432-246521 - Fax 0432-246523
Email: fps.udine@cisl.it

Messaggero Veneto

Mercoledì 29 Agosto 2012

 

Blocco delle assunzioni è emergenza in ospedale

I sindacati: persi 15 medici e 20 fra infermieri e tecnici di laboratorio in pochi mesi.
La direzione: chiediamo alla Regione una deroga per garantire il turn over.

La Regione blocca le assunzioni all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine ed è emergenza personale. A lanciare l’allarme sono le rappresentanze sindacali.

«Alle già gravi carenze – denuncia Nicola Cannarsa Segretario Generale della Cisl Fp dell’Udinese e della Bassa friulana - negli ultimi mesi si è aggiunto un esodo di dipendenti assunti a termine che si sono licenziati perché hanno trovato un’altra occupazione, o sono andati in pensione. Una media di 5 al mese – aggiunge – tanto che sono venuti a mancare 15 medici e una ventina di dipendenti del comparto, fra infermieri, ostetrici e tecnici di laboratorio stando ai dati del giugno scorso e, se questo è il trend, si arriverà a una trentina con agosto, troppo per garantire un servizio adeguato.

«Il rendiconto di gestione che abbiamo presentato per il primo trimestre 2012 era in disavanzo, come del resto quello delle aziende ospedaliere di Trieste e Pordenone – spiega il direttore delle risorse umane Maria Sandra Telesca – per questo che la giunta regionale con la delibera del 25 luglio scorso ha bloccato le assunzioni, ma oltre alla pregressa carenza di personale abbiamo avuto diverse cessazioni negli ultimi mesi, senza contare il problema delle assenze per malattia e maternità. Ci troviamo nella necessità di garantire almeno il turn over – chiarisce – chiediamo quindi una deroga alla Regione».

L’organico ora conta 3.796 dipendenti, di cui 1.350 infermieri. Troppo pochi per garantire la gestione delle degenze, specie se ci si trova alle prese con malattie e maternità.

«Al Santa Maria della Misericordia servirebbero almeno altri 80 infermieri in più – denuncia Afrim Caslli del Nursind – e siamo costretti a ricorrere alle prestazioni aggiuntive con i richiami in servizio nel giorno di riposo o la notte per fronteggiare il lavoro. Pratiche cui fa ampio ricorso anche l’Azienda dell’Alto Friuli e che anche quella della Bassa intende adottare».

Nè, incalza la segretaria provinciale del Nursind Patrizia Ariiis, «il concorsone di settembre risolverà la situazione, visto che molte delle persone che vi partecipano già lavorano con contratto a termine».

E allora i sindacati propongono alla direzione sanitaria un incontro per confrontarsi sui numeri e sulle carenze e chiedono alla Regione di garantire risorse umane all’ospedale. «Sappiamo che i fondi sono pochi – chiosa Caslli – ma tagliare sul personale dell’ospedale è un suicidio».

Di fatto, l’emorragia del personale, documenta Cannarsa «sta già mettendo in difficoltà i reparti, soprattutto le degenze, dove si fa ampio ricorso agli straordinari, ma le conseguenze si fanno sentire anche sulle liste di attesa che si allungano. Chiediamo alla Regione – aggiunge Cannarsa – di rivedere la storicizzazione dei costi e il finanziamento alle aziende, specie quelle, come il Santa Maria della Misericordia, in cui la spesa farmaceutica e quella tecnologica continuano a salire perché Udine è ospedale di riferimento per patologie gravi. E logico pensare - aggiunge – che se vi è stato uno sforamento di bilancio nel primo trimestre dell’anno, la situazione potrebbe riproporsi, se non aggravarsi, in futuro e non possiamo ridurre il numero dei professionisti dell’assistenza perché la sanità è fatta di persone. Se la Regione non interviene, a pagare saranno i pazienti» conclude Cannarsa.

Alessandra Ceschia

Nicola Cannarsa
Nicola Cannarsa
archivio

la federazione:

altre risorse: