Il Gazzettino

Giovedì 05 Dicembre 2013

 

BONUS BEBÈ

Morassi (Cisl): «L'azzeramento dei fondi è un clamoroso autogol della giunta»

Un «clamoroso autogol» che fa regredire il Friuli Venezia Giulia sul terreno del welfare. È la posizione della Cisl regionale circa la decisione della Giunta Serracchiani di azzerare i fondi per i bonus bebè nella Finanziaria 2014.

«Una decisione presa unilateralmente – tuona la segreteria della Cisl Fvg Iris Morassi - che cancella conquiste importanti e soprattutto compromette il diritto alla maternità in un periodo difficilissimo per le famiglie e i giovani». «Non capiamo – rincara Morassi – la logica che sta dietro a questa scelta, si parla di sostituire l'aiuto economico con i servizi ma intanto che questi vengono avviati e realizzati che facciamo? Priviamo di un sostegno fondamentale le famiglie?».

Insomma, una scelta non saggia per la Cisl che pur comprendendo la ristrettezza delle risorse è convinta che «azzerarle significa da una parte togliere a molte famiglie la possibilità di avere figli serenamente e dall'altra lasciare completamente sole le donne in gravidanza che si trovano in difficoltà economica, siamo difronte ad una decisione miope». «E' vero – conclude Morassi – che servono più asili nido e servizi ma è altrettanto vero che non si costruiscono dall'oggi al domani, avremmo gradito essere consultati».

 
 

Giovedì 05 Dicembre 2013

 

Bonus bebè: autogol dell'assessore Telesca

Duro commento di Cisl Fvg sulla decisione della Regione di azzerare i fondi sulla maternità

Un clamoroso autogol, ma soprattutto una decisione, presa unilateralmente, che di fatto fa regredire il Friuli Venezia Giulia sul terreno del welfare. La Cisl regionale non nasconde la sua sorpresa e grande preoccupazione di fronte all'improvvido azzeramento dei "fondi bebè" voluto dall'assessore Telesca.

"Una scelta assolutamente inconcepibile - tuona per la segreteria della Cisl Fvg, Iris Morassi - che cancella conquiste importanti e soprattutto compromette il diritto alla maternità, già in un periodo difficilissimo per le famiglie ed, in particolare, per i giovani". In una regione - si legge in una nota del Sindacato - come il Friuli Venezia Giulia già all'ultimo posto per natalità, non occorreva infierire, andando a mettere mano a due poste fondamentali per aiutare chi vuole avere figli. "Non capiamo - rincara Morassi - la logica che sta dietro a questa scelta: si parla di sostituire l'aiuto economico con i servizi. Bene, ma intanto che questi servizi vengono avviati e realizzati che facciamo? Priviamo di un sostegno fondamentale le famiglie?".

Per la Cisl non si tratta certamente di una scelta saggia, tenuto conto anche che, in passato, le due poste in questione, grazie anche all'intensa concertazione con i Sindacati, sono state progressivamente incrementate, riconoscendone la materia delicatissima. "Ci rendiamo perfettamente conto che le risorse ad oggi sono limitate, ma azzerarle significa – da una parte - togliere a molte famiglie la possibilità di avere figli serenamente e – dall'altra - lasciare completamente sole le donne in gravidanza che si trovano in difficoltà economica. Siamo di fronte ad una decisione miope".

"E' vero – aggiunge Morassi - che in regione servono più asili nido e servizi, ma è altrettanto vero che gli asili e i servizi non si costruiscono dall'oggi al domani, ed in più non ci risulta che attualmente i fondi cancellati siano stati indirizzati su queste voci, attualmente solo ipotetiche". "Avremmo, inoltre, gradito essere consultati, così come del resto prevedono le regole sulla concertazione sottoscritte dalla Presidente con le parti sociali: in questo caso avremmo potuto discutere e trovare valide alternative, magari attingendo alle laute buste paga dei dirigenti, che proprio oggi sui giornali si lamentano dei loro stipendi".