Messaggero Veneto

Giovedì 05 Agosto 2010

 

LA CRISI

Boom della cassa integrazione, + 169%

Dati pesantissimi nei primi cinque mesi del 2010 in provincia di Udine.

IL PROBLEMA

In molte aziende gli ammortizzatori sono in scadenza.
I sindacati denunciano: «La ripresa non c’è e i problemi diventano strutturali».
Oltre 7 mila lavoratori rischiano di perdere il posto entro la fine dell’anno.

«Se la ripresa c’è, certamente non riguarda l’occupazione visto che il numero delle persone che rischiano il posto è in aumento e da qui a fine anno il lavoro può diventare per molti una chimera». Questa l’analisi, impietosa, sull’economia friulana vista con gli occhi di Cgil, Cisl e Uil. Guardando l’andamento della cassa integrazione, i sindacati parlano di un malessere che da momentaneo è diventato cronico. E a pagare il conto sono (e soprattutto saranno) i lavoratori. Soltanto nei primi 5 mesi dell’anno in provincia di Udine ci sono stati 1.432 licenziamenti.

I “numeri” presi in esame sono quelli diffusi nell’ultimo report dell’Agenzia regionale del lavoro che in maggio ha registrato un nuovo record delle ore di cassa concesse in Friuli Vg: ben 2 milioni e 718 mila, peggio che nei mesi “neri” del 2009 di luglio e ottobre, quando era stato superato il muro dei 2 milioni e 600 mila. Ma a preoccupare di più i sindacati non è il numero complessivo delle ore quanto piuttosto la tipologia dell’ammortizzatore sociale. La cassa straordinaria infatti è esplosa con un incremento del 756% (3 milioni e 361 mila ore contro 392 mila) confrontando il periodo gennaio-maggio di quest’anno con lo stesso arco di tempo del 2009. Sempre raffrontando tali periodi la cassa ordinaria risulta in calo del 28% (992 mila ore contro un milione 391 mila) e quella in deroga è passata da 51 mila ore a 587 mila crescendo di dieci volte tanto. Così il dato complessivo della cassa integrazione (vedi tabella a lato) evidenzia un incremento record del 169%: da un milione e 834 ore del gennaio-maggio 2009 si è passati ai 4 milioni e 941 mila nei primi cinque mesi di quest’anno. «Ciò significa – dice il segretario della Cisl, Roberto Muradore – che i problemi aumentano e non sono più congiunturali, ma strutturali. E una debolezza strutturale è il preludio di futuri licenziamenti visto che la mobilità è l’anticamera della disoccupazione». A rischiare il posto sono 7.188 persone prendendo in esame la corrispondenza tra le ore di cassa autorizzate nei primi 5 mesi di quest’anno e i cosiddetti “lavoratori equivalenti a tempo pieno” (per convenzione si ipotizza un monte ore annuo pari a 1.650 ore, equivalente a 688 ore per i primi cinque mesi). A rischiare di più ovviamente sono i 4.890 “lavoratori equivalenti” interessati dalla cassa straordinaria anche perché – rimarca Muradore – «in molte aziende gli ammortizzatori sono in scadenza: insieme a Cgil e Uil abbiamo chiesto invano un piano industriale per rilanciare concretamente l’economia anche perché siamo convinti che la Regione e le istituzioni possano e debbano fare di più».

A preoccupare maggiormente è il settore manifatturiero che – spiega Muradore – «in provincia di Udine ha un ruolo molto importante ed è quello che sta pagando e ha pagato il prezzo più alto alla crisi che comunque non ha risparmiato nessuno. È vero che l’export si sta riprendendo, ma è ancora molto lontano dai valori che si registravano prima del crollo del mercato e quindi prima che questa ripresa, se di ripresa vogliamo parlare, interessi l’occupazione passerà ancora del tempo».

Cristian Rigo

     
 
 
     
 
 
Roberto Muradore
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