Il Gazzettino

Mercoledì 12 Marzo 2014

 

«Bruciate le bandiere Cisl»

Ennesima bufera nella delicata e complessa vertenza di Latterie Friulane. Ieri, giorno in cui le organizzazioni sindacali si sono incontrate a Roma, al Ministero del lavoro, per l'esame congiunto sulla cassa integrazione per 104 dipendenti della coop, la Cisl ha denunciato la scomparsa di un centinaio di bandiere che erano state fissate sulla recinzione della sede del Consorzio, a Campoformido.

«Non solo i vessilli sono stati rimossi, spaccando aste e supporti - dice Paolo Mason, della segreteria provinciale della Cisl - ma sono stati anche bruciati. Ad avvisarci è stato un portiere della cooperativa che ha rinvenuto nelle vicinanze dello stabilimento quanto era rimasto dopo la combustione. Un atto gravissimo, questo, che ci ha portato a informare dell'accaduto le autorità preposte. Il clima che si respira è ormai molto pesante. Tra alcuni lavoratori, tra l'altro, c'è la convinzione che se il cda del Consorzio voterà, sabato, la messa in liquidazione volontaria della cooperativa, non ci sarà alcun problema sul fronte produzione e occupazione: c'è l'idea, del tutto errata, che la Regione interverrà nell'arco di un paio di mesi con un investimento di 2 milioni di euro, salvando lavoratori, marchi e stabilimento. Questa è la situazione in cui ci troviamo a operare, sempre più difficile».

Sul caso bandiere interviene il segretario regionale della Cgil, Franco Belci, che invita, in prima battuta, a moderare i toni. «Non mi risultano vessilli bruciati: se la Cisl ha prove a tal riguardo, si rivolga alla Procura della Repubblica, a sua tutela - dice -. La Cgil nulla ha a che vedere con un fatto del genere». Belci conferma unicamente un episodio di spostamento dei vessilli, senza azioni vandaliche di alcun genere: «Risale alla proclamazione dell'ultimo sciopero a oltranza indetto dalla Cgil per la vertenza di Latterie e non è certo di ieri ma di diversi giorni fa. Allora, alcuni lavoratori hanno spostato parte delle bandiere della Cisl in un altro punto dello stabilimento, poiché la stessa Cisl non aveva aderito alla manifestazione. Se vogliamo definirlo un peccato, diciamo che lo è ma anche che è veniale: da questo, però, a dire che qualcuno ha dato fuoco ai vessilli c'è un'enorme differenza. La polemica, anche mediatica, nata attorno a questa trattativa va ricomposta».

Ieri, intanto, a Roma, i segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil non hanno firmato l'accordo per la cassa integrazione per i 104 dipendenti di Latterie. Le parti, su invito della Cgil, hanno concordato circa la necessità di un nuovo confronto in Regione. Nuovo vertice, pertanto, alla presenza dell'assessore Sergio Bolzonello, domani alle 10.30, nella sede di Udine di via Sabbadini; seguirà un'assemblea coi lavoratori. Se le maestranze daranno il loro okay alla cassa, allora i segretari sindacali di categoria torneranno a Roma, per firmare l'accordo di cigs, questo venerdì; se invece voteranno contro la cassa, la trattativa di fatto si bloccherà. Sabato il cda di Latterie metterà ai voti la messa in liquidazione volontaria della coop per arrivare quindi a lunedì, giorno in cui scade il contratto di solidarietà.

Paola Treppo

 
 

Mercoledì 12 Marzo 2014

 

Latterie, Cisl accusa: bruciate le bandiere

Il sindacato: pronti a sporgere querela.
Interviene Belci: «Abbassiamo i toni». Messe in un magazzino 7 giorni fa

Non c’è pace fra Cisl e Cgil Udine. Dopo il duro botta e risposta fra i segretari generali Roberto Muradore e Alessandro Forabosco, ieri è scoppiato il caso delle bandiere. Paolo Mason della segreteria Cisl racconta: «A Campoformido sono sparite le nostre bandiere. Mi è stato detto che sono state bruciate. Le abbiamo sostituite, ma presenteremo denuncia alla Digos. Qui si stanno superando tutti i limiti della decenza». Le bandiere, però, sarebbero in un magazzino delle Latterie. Alcuni dipendenti le hanno tolte perchè la Cisl non ha partecipato allo sciopero organizzato dalla Cgil. «Una questione di coerenza», ha commentato qualcuno «nulla di offensivo». Ma Mason non ci sta: «Non so se è vero che quelle bandiere sono in un magazzino della cooperativa, comunque noi non ci siamo mai permessi di toccare le bandiere delle altre organizzazioni. La denuncia la faremo comunque».

Questo l’sms che girava ieri sera fra i cislini: «Nei giorni-chiave della vertenza che ha diviso i tre sindacati confederali, sono stati ritrovati a Campoformido, vicino all’azienda, i resti di alcune bandiere della Cisl che sono state bruciate da ignoti. Un episodio che getta benzina sul fuoco dei rapporti tra sindacati, con la Cgil contraria alla firma dell’accordo per la cassa integrazione, Cisl e Uil invece favorevoli. Oggi (ieri, ndr) a Roma la firma è slittata proprio per cercare di ricomporre la frattura tra sindacati».

«È meglio abbassare i toni – interviene il segretario Cgil Fvg, Franco Belci –. Non c’è nessuna bandiera bruciata. Qualcuno le ha spostate il giorno dello sciopero a cui non ha aderito la Cisl. Stiamo parlando di una settimana fa e il fatto che venga fuori adesso mi sembra strano. C’è una situazione di tensione che va ricomposta e quanto sta accadendo alle Latterie e fra Cisl e Cgil Udine rischia di degenerare in una triste e inutile guerra. «Quella inviata dal segretario generale della Cgil di Udine al proprio omologo della Cisl è una lettera personale con la quale si fa presente che comportamenti e giudizi irrispettosi nei confronti di nostri dirigenti rendono inopportuna la sua presenza al Congresso provinciale. Nessun riferimento a posizioni politiche o scelte sindacali, che la Cgil ha sempre rispettato anche quando sono state profondamente diverse. La decisione di rendere pubblica la lettera e di montarne un caso è di evidente natura politica».

«Non è una scelta nostra – continua Belci –: avremmo voluto tenere la questione nell’ambito, sia pur difficile, dei rapporti con la Cisl di Udine. Sia chiaro però che non si tratta di uno sgarbo alla Cisl: lo attesta il fatto che il messaggio del segretario dell’Alto Friuli è stato letto e applaudito. Del resto lavoriamo assieme costruttivamente, così come con la Uil, tanto nelle altre province che a livello regionale. I segretari regionali di Cisl e Uil interverranno al Congresso della Cgil Fvg, assieme alla Presidente della Regione. Ovviamente rimangono differenze di impostazione e di strategia, com’è naturale e fisiologico tra grandi Organizzazioni, ognuna con la propria storia e i propri riferimenti che non di rado hanno portato a scelte anche profondamente diverse. Ma di fronte alla crisi e alle drammatiche condizioni delle persone che rappresentiamo Cgil, Cisl, Uil hanno scelto di privilegiare ciò che in ogni caso ci unisce: difesa dell’occupazione, sostegno ai diritti di lavoratori e pensionati, inclusione dei giovani. Abbiamo dato in questo modo alla parcellizzazione della politica la risposta di una coesione che non significa appiattimento, di una capacità di discutere, anche animatamente, senza che il confronto si trasformi in rissa».

«Siamo stati capaci di concordare un sistema di regole che individua la fonte della legittimazione delle organizzazioni esclusivamente nel consenso dei lavoratori – conclude il segretario Fvg della Cgil – e abbiamo previsto modalità di soluzione di eventuali dissidi affidandoci alla scelta dei lavoratori. Dovremmo tutti essere coerenti con questo quadro anche nei comportamenti individuali. Non ci preoccupano i giudizi duri, non ci turbano le polemiche, anche se non rientrano nelle nostre modalità di rapportarci con gli altri sindacati. Ci preoccupano le invettive, le aggettivazioni prossime all’insulto, la mancanza di rispetto per le persone, perché finiscono per influire profondamente sulla qualità dei rapporti tra Organizzazioni trasformandosi da questione personale in questione politica. Dovremmo fare ogni sforzo per evitare queste modalità. Da parte nostra l’abbiamo sempre fatto: speriamo che questa possa diventare regola comune. In quel caso il discorso interrotto al Congresso di Udine troverà le condizioni per riprendere».

Renato D’Argenio

Paolo Mason
Paolo Mason
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Roberto Muradore
Roberto Muradore
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