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Messaggero Veneto

Mercoledì 14 Ottobre 2015

 

C’è chi cerca cibo tra i rifiuti e chi non fa controlli medici

Cgil, Cisl e Uil: sono in centinaia i cittadini in seria difficoltà per povertà
«Si punti su tasse proporzionate al reddito e su visite sanitarie a domicilio»

«Sono centinaia i pensionati che, in città e provincia, rinunciano a effettuare adeguati controlli medici mettendo a repentaglio la propria salute e più di qualcuno si cerca da mangiare rovistando tra le immondizie». A parlare è il segretario cittadino di Fnp-Cisl pensionati Ennio Toniutti, che sostiene: «Bisognerebbe graduare la tassazione al reddito e puntare alla domiciliarità sul fronte della medicina, della riabilitazione e dell’assistenza».

Incontro Cgil, Cisl e Uil. Una situazione critica che ha spinto il segretario Fnp-Cisl e i colleghi di Spi-Cgil, Daniela Vivarelli e Uilp, Ferruccio Viotto, a un incontro «per individuare le materie di negoziazione sociale da proporre a Comuni, le future Uti, e agli Ambiti distrettuali sociosanitari». Alla riunione, svolta di recente nella sede cittadina della Cisl, hanno partecipato anche i rappresentanti dei sindacati locali del territorio. L’obiettivo era fare il punto su una situazione che vede «sempre più pensionati in difficoltà per povertà, con una perdita del potere di acquisto delle pensioni, un ridimensionamento del wefare e un aumento delle tassazioni locali».

La situazione «Ci sono cittadini andati in pensione con i contributi – indica Toniutti – che arrivano al valore della pensione sociale, pari a poco oltre 500 euro. Qualcuno è fortunato perchè è in possesso della casa, ma ci sono i costi di manutenzione, le bollette, il mettere insieme il pranzo con la cena». E non è raro, come si diceva, che qualcuno cerchi qualcosa da mangiare tra i rifiuti. «I friulani – sottolinea il segretario della Fnp-Cisl – hanno questa mentalità: prima si paga la bolletta, poi le tasse e con il poco che rimane si fa il resto. Sono orgogliosi, preferiscono non chiedere aiuti alle strutture e arrangiarsi da soli, magari andando a rovistare nei rifiuti. Proprio per questa loro ritrosia a chiedere una mano, si stima pure che qualche centinaio di pensionati non si curi bene, preferendo rinunciare alle visite mediche». L’esenzione del ticket non raggiunge tutti. «Vale per età e per reddito. Per quest’ultimo – considera Toniutti –, il limite richiesto per non pagare è basso e così in tanti restano fuori».

Tasse e medicina domiciliare. Per ovviare a questi disagi, che minano l’autonomia e la salute dei pensionati, le tre sigle sindacali hanno avanzato delle propste. «Prima di tutto – dice Toniutti – chiediamo di graduare la tassazione locale sul reddito, poi cercare di esentare le fasce più bisognose. Il tutto va affiancato ai sostegni già presenti». In secondo luogo si punta alla domiciliarità. «Lo scopo – indica – è raggiungere tutte quelle persone che rinunciano per problemi economici a visite e approfondimenti sanitari. Con la medicina domiciliare, unita all’assistenza e alla riabilitazione a casa del pensionato, tutto questo diventa possibile». Utili anche altri accorgimenti, come impiegare una badante per la cura di più anziani: «In questo modo i costi per i singoli sarebbero inferiori. In più in tale contesto potrebbe intervenire anche il volontariato».

Nuovo incontro sindacale. Per dare impulso «all’azione di contrattazione e concertazione con i Comuni, future Uti, ambiti distrettuali sociosanitari» i tre sindacati (che lamentano anche «una difficoltà di riconoscimento del loro operato») hanno promosso un ulteriore incontro di quadri dirigenti e delegati per la fine di ottobre. «In quell’occasione – conclude il segretario di Fnp-Cisl – saranno ripresi i contenuti dei protocolli d’intesa da sostenere con i sindaci e da portare alle assemblee degli ambiti».

Laura Pigani

Ennio Toniutti
Ennio Toniutti
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