Messaggero Veneto

Domenica 26 Maggio 2013

 

C’è una nuova grana la voragine di Mediocredito

«Nel 2012 si stima che ci saranno perdite per 7 milioni»
«Urge togliere il burka di cui sono ammantate le Società»

Il 27 aprile – presentando la ricerca della Ust Cisl di Udine sulle società direttamente partecipate dalla Regione Fvg – ho espresso l’infausto presagio che la loro ritrosia nel confezionare i bilanci 2012 non fosse un buon segnale per il bilancio regionale. La parte fausta del presagio odierno è che la presidente Serracchiani non dovrà volare a Roma per porre rimedio alla nuova voragine. Dopo la voragine megaplus formata dai 370 milioni annui di oneri derivanti dalla sottoscrizione del protocollo Tondo-Tremonti e la voragine mega di oltre 100 milioni di oneri annui derivanti dalla realizzazione della terza corsia posta da Tondo interamente a carico del Fvg, infatti, è in arrivo la voragine Mediocredito Fvg (MC-Fvg).

Eredità tondiana che possiamo provvisoriamente qualificare di dimensione mega e cadenza una tantum annunciata da un rapporto ispettivo della Banca d’Italia già nel 2010. Di cui ricordo i punti cruciali iniziando dall’esposizione al rischio di credito non correttamente segnalata all’organo di vigilanza. Quanto rischio di credito? Sofferenze per 150,5 milioni, incagli per 58,1, posizioni ristrutturate per 43,9 e previsioni di perdite per 60,9 milioni risponde il rapporto ispettivo ovvero 50,8 milioni di sofferenze in più di quelle indicate da MC-Fvg, 9,5 milioni di incagli in più, 32 milioni di crediti ristrutturati addizionali e 10,1 milioni di perdite in più rispetto a quelle segnalate. In breve, mentre il valore dei crediti in anomalia accertati dall’ispezione è pari a 252,5 milioni quello segnalato è di 160,2 con una sottovalutazione di 92 milioni, dunque!

Il secondo punto è la richiesta del presidente di MC-Fvg di una ricapitalizzazione pari a 50 milioni – cifra che coincide (un caso?) con la perdita segnalata da MC-Fvg – motivata dalla duplice necessità di sostenere l’aumento del giro di attività ed essere in regola con Basilea 3. E ciò a dispetto del fatto che l’attività non è cresciuta e che nel bilancio si affermi che i mezzi patrimoniali sono adeguati alla copertura dei rischi. La Banca d’Italia, invece, giudica inadeguato il consiglio di amministrazione e carenti le capacità dirigenziali di gestire il processo creditizio.

I motivi di un giudizio così crudele? L’inadeguata valutazione della capacità di rimborso dei clienti, innanzitutto, poi il monitoraggio che trascura l’evoluzione della situazione economico-finanziaria delle imprese e l’acritica accettazione delle perizie esterne nelle attività di leasing con conseguenti rilevanti perdite. Ma non basta. Vi è anche la concessione di consistenti facilitazioni a prenditori operanti anche fuori regione e l’acritica partecipazione ad operazioni in pool organizzate da altri intermediari.

Di più ancora? Lo scadimento del portafoglio prestiti, l’esternalizzazione delle segnalazioni di vigilanza senza precise direttive, l’inadeguato sistema di controlli interni, il degrado di numerose posizioni di rischio dovuto al ritardo nel percepire il loro deterioramento e nell’avviare azioni di recupero, il forte innalzamento dei rischi assunti per la carenza di garanzie idonee.

Il terzo punto? È costituito dai due severi moniti rivolti all’azionista di riferimento ovvero la Regione Fvg proprietaria, allora, del 47,4% delle azioni di MC-Fvg. Monito rivolto a sanare le protratte incertezze nel definire la missione aziendale che hanno alimentato una governance inefficace e monito a disciplinare i conflitti di interesse degli amministratori.

In un paio di articoli scritti due anni fa suggerivo tre azioni: accertare le dimensioni effettive del buco, sostituire amministratori e dirigenti, fornire un indirizzo strategico alla banca. Le decisioni prese dalla Giunta regionale? Riconfermare il presidente di MC-Fvg, acquisire la quota di maggioranza della banca, approvare i bilanci 2010 e 2011 con utile rispettivamente di 1,4 e 1,6 milioni. Ma anche ignorare la voragine formatasi con i crediti in anomalia – giunti a quota 116 milioni già nel 2009 dopo il raddoppio rispetto al 2008 – che dal 2009 al 2010 piroettano a 228 milioni e aumentano di altri 38 milioni nel 2011.

Quale la situazione alla fine del 2012? Sono attesi 7 milioni di perdite e un valore del credito in anomalia di 300. Una immediata ed efficace azione di fronteggiamento della nuova voragine deve contemplare la richiesta di una ispezione straordinaria alla Banca d’Italia, la sostituzione degli amministratori e l’adozione di un indirizzo strategico risolutivo nei confronti di MC-Fvg. In attesa di un riordino complessivo delle società partecipate dalla Regione Friuli Venezia Giulia, urge togliere il burka di cui si sono ammantate. Come? Riservando un posto nei cda a un rappresentante della minoranza, rendendo trasparenti e disponibili i bilanci d’esercizio e una reportistica periodica e, infine, identificando una sede istituzionale dove si valuta l’economicità di ciascuna partecipata – diretta e indiretta – e l’utilità della loro esistenza.

Fulvio Mattioni

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