Messaggero Veneto

Martedì 05 Aprile 2011

 

CRISI » OCCUPAZIONE

In 2 anni perse 180 aziende e 7mila lavoratori sospesi

I sindacati lanciano l'allarme: dati preoccupanti, servono interventi per la ripresa.
La Regione nel "mirino". Cgil, Cisl e Uil chiederanno un incontro all'assessore
di Cristian Rigo

Ecco le dieci richieste per il rilancio dell'economia

Sono 10 le richieste avanzate da sindacati e categorie per favorire la ripresa e far ripartire il motore dell'economia in provincia di Udine: la Regione a fianco delle imprese con apparato pubblico moderno ed efficiente, avere una finanziaria di sviluppo, semplificare le norme e ridurre i tempi di attesa della burocrazia, fare in modo che ricerca e innovazione non restino solo parole mettendo in relazione le piccole e medie imprese con l'università, garantire servizi più moderni ed efficienti per infrastrutture e "infostrutture", aiutare i sistemi locali e le aggregazioni, investire nell'internazionalizzazione, favorire l'accesso al credito, predisporre una formazione professionale mirata a quelle che sono le reali esigenze mercato da affidare alle Province, stipulare un accordo di programma Regione, Provincia per lo sviluppo e la defiscalizzazione della montagna e delle aree industriali.

Meno imprese, più disoccupati e un enorme punto di domanda, senza risposta, sul futuro di migliaia di lavoratori. Sono più di 7mila infatti le persone che nel 2010 hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, "lavoratori sospesi" li ha ribattezzati la Cisl che, insieme a Cgil e Uil, lancia l'allarme. Perché negli ultimi 10 anni, dal 2000 al 2010, la provincia di Udine ha perso 759 imprese manifatturiere. E solo negli ultimi due anni il numero delle imprese attive è diminuito di 180 unità. Tante, troppe a giudizio dei sindacati che chiedono alla Regione interventi mirati per far ripartire l'economia. E delle risposte precise al documento sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil insieme a Camera di commercio, Confindustria, Api, Confartigianato Cna, Confcommercio, le centrali cooperative, l'Unione agricoltori, la Confederazione italiana agricoltori e Coldiretti. «Avevamo presentato un documento con dieci proposte - spiega il segretario della Cisl, Roberto Muradore -, ma fino a oggi non abbiamo avuto alcun riscontro. L'assessore regionale alle Attività produttive, Federica Seganti ha apprezzato il nostro documento ma, mi domando, cosa è stato fatto in concreto?». Il sospetto dei sindacati è che alle parole non siano seguiti i fatti. Da qui la richiesta di un incontro che sarà fatta direttamente alla Seganti. Le imprese. La provincia di Udine ha perso ben 759 imprese manifatturiere nel periodo 2000-2010 (-11,7% delle imprese attive nel 2000) di cui 180 nell'ultimo biennio. Il calo è stato superiore sia alla media regionale (-10,2%) sia a quello sperimentato dalla provincia di Pordenone (-6,2%). Nella sola provincia di Udine, pertanto, si è concentrato il 57% del ridimensionamento della base produttiva manifatturiera registrato nell'intera regione Friuli Venezia Giulia, pari a 1.332 imprese. Anche nel 2010 il saldo delle imprese attive è negativo: meno 39 che si sono aggiunte alle 141 perse nel 2009 giungendo così alle 180 complessive dell'ultimo biennio. La disoccupazione. Nel 2009 il tasso di disoccupazione dell'economia udinese era del 5,6% contro il 5,3% del Fvg e il 4,9% della provincia di Pordenone. Nel 2010 le previsioni più recenti quantificano un valore del tasso pari al 6% a livello regionale e un livello di poco superiore in provincia di Udine il che si tradurrebbe in un esercito di persone senza lavoro: circa 33mila in regione di cui 17mila in provincia di Udine. I lavoratori "sospesi". Nel 2010, secondo i dati elaborati dagli uffici della Cisl, si dovrebbe realizzare un sostanziale mantenimento dei livelli occupazionali del 2009. «Tale risultato, tuttavia - dice Muradore -, sarà conseguito grazie all'utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali tradizionali e in deroga. La Cassa integrazione erogata nel 2010 ha coperto ben 7.111 lavoratori nella sola provincia di Udine: 4/5 sono lavoratori manifatturieri e ben l'83,6% del totale sono lavoratori in Cassa integrazione straordinaria (Cigs). Nel 2008 erano appena 735 e nel 2009 4.680. I 7.111 lavoratori sospesi nel 2010 in provincia di Udine rappresentano il 45,3% dei lavoratori sospesi in Fvg (un ulteriore 35,2% sono in provincia di Pordenone). La situazione insomma è difficile anche perché - conclude Muradore - quando gli ammortizzatori si esauriscono c'è il rischio che dalla cassa integrazione si passi alla mobilità, l'anticamera della disoccupazione. Per questo è fondamentale intervenire subito per favorire la ripresa».

Roberto Muradore
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