Messaggero Veneto

Mercoledì 18 Dicembre 2013

 

Cancellieri il familismo in politica

L’intervento di Roberto Muradore - Segretario Generale della Cisl di Udine

Ho trovato particolarmente interessante l’intervento del Direttore Omar Monestier relativo alla vicenda Cancellieri in quanto ha evidenziato come il comportamento del Ministro sia tanto più grave in quanto usuale. In effetti è un semplice episodio di un fitto intreccio di relazioni amicali, familistiche e castali che alimentano ulteriormente insopportabili privilegi di ogni tipo, bloccano virtuose dinamiche di crescita economico/sociale sia personale che collettiva sbeffeggiando l’impegno e il merito dei tanti, dei più, che non appartengono a quelle cricche altolocate. Insomma, in Italia il merito “consiste nell’avere un protettore potente”. L’inerzia conservatrice della situazione italiana è causata anche da un familismo amorale, in verità molto diffuso a tutti i livelli, che fa contare più il vincolo di “apparentamento” rispetto al diritto di cittadinanza, privilegiando la raccomandazione al merito.

L’aggettivo “relazionale” và alla grande proprio perchè è un modo gentile per dire come nel nostro Paese vengano premiati i parenti e i conoscenti e non i meritevoli. Non è casuale che il termine famiglia sia utilizzato anche nelle associazioni mafiose e, visto che tutti tengono famiglia, “il metodo mafioso, anche quando non c’è la mafia, è diventato un metodo diffuso nella nostra società. Alla luce di rapporti amicali si prendono decisioni e si fanno affari”. Lo stesso malfunzionamento della macchina pubblica fa sì che si sprechino le richieste di favori per accedere a servizi che, invece, dovrebbero essere garantiti in modo imparziale ed equanime a tutti i cittadini. Ma le conoscenze, si sa, fanno la differenza! Un permesso, un documento, una certificazione, una visita medica non sono un qualcosa che lo Stato dovrebbe garantire nello stesso modo a tutti i cittadini? Del resto, in quanto a corruzione l’Italia, su 174 Paesi esaminati, nel 2010 si collocava al 67° posto, nel 2011 al 69° posto e nel 2012 al 72° posto, dietro il Ghana! Un risultato davvero performante. Le bustarelle muovono affari per circa 60 miliardi di euro all’anno e la corruzione, secondo stime accreditate, impedisce di accrescere il Pil nazionale di circa il 2% annuo.

Patologie vecchie e resistenti quali il nepotismo, l’accondiscendenza, il servilismo sono assai difficili da curare. Per avere un buon raccolto, però, vanno estirpate le male piante. Nel nostro Paese, inoltre, potenti corporazioni hanno un notevole potere di interdizione nei confronti della politica, siano esse assicurazioni, monopoli o oligopoli vari, banche, avvocati, tassisti, farmacisti, ecc. Questi soggetti si tengono 2 ben lontani dal libero mercato e temono tantissimo la concorrenza al punto che si battono, ad esempio, per mantenere inalterato il numero dei tassisti e dei farmacisti! Tutto questo per mantenere i propri mercati garantiti e per stabilire unilateralmente prezzi e parcelle che arricchiscono loro e rapinano i cittadini. Queste moderne gilde rappresentano una barriera egoista che impedisce la mobilità sociale, il miglioramento dei servizi e un loro minore costo. Quella nazionale, in definitiva, è una realtà sociale ed economica bloccata e castale poichè si perpetuano posizioni di privilegio e di rendita, al punto che quest’ultima cresce ed il reddito da lavoro cala. Si è ancora in attesa di una politica che spazzi finalmente via le corporazioni, i privilegi e le rendite perchè chi ha governato l’Italia ha fatto poco o nulla in questa direzione e, al contrario, ha peggiorato le condizioni di chi, lavoratori e pensionati, già non se la passa bene.

Una politica forte con i deboli, debole con i forti e vergognosamente munifica con se stessa. Ai gruppi dirigenti, certamente della politica e delle istituzioni ma anche alle rappresentanze imprenditoriali e sindacali, viene richiesto un di più di coraggio e di responsabilità affinchè le relazioni familistiche e castali, le corporazioni impenetrabili e irriformabili, le massicce rendite di posizione, la clientela diffusa e la corruzione dilagante non sgretolino ulteriormente e irreversibilmente il nostro Paese.

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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