Messaggero Veneto

Domenica 08 Gennaio 2012

 

«Cantieri fermi nonostante siano pronti 250 milioni»

La Cisl sollecita i Comuni del Manzanese: lo stallo dell’edilizia blocca la ripresa
Oltre alle case invendute, s’aggrava il problema dell’impoverimento commerciale

MANZANO Capannoni vuoti, case invendute e previsioni per il 2012 non proprio positive, anzi da piena recessione. E paradossalmente «ci sono centinaia di milioni fermi che sarebbero subito pronti per aprire decine e decine di cantieri pubblici». La situazione già complicata dell’edilizia non solo nel Distretto del Manzanese, ma anche in tutto il Friuli, mette in allarme in sindacati. Il segretario generale della Cisl di Udine e della Bassa friulana, Roberto Muradore, e quello della Filca Cisl (settore edilizia e legno), Gianni Barchetta, fanno appello alla politica e alle amministrazioni: «Da loro può ripartire un settore fondamentale per la ripresa di altri comparti».

«È gravissimo che essendoci a disposizione dei Comuni 250 milioni di euro non si facciano ripartire i cantieri», insiste Muradore. «L’intera regione – spiega il segretario della Cisl friulana – sta affrontando dal 2008 un grave calo nel settore dell’edilizia e delle opere pubbliche, cosa che ha fermato il mercato dell’edilizia abitativa e non solo. A questo, soprattutto nel Manzanese, si somma anche l’impoverimento commerciale, con il numero di capannoni vuoti che cresce».

Un concetto, questo avvalorato anche dall’economista Fulvio Mattioni, che conferma il «duplice problema nel Distretto della sedia dove, oltre alle case invendute, ci sono anche i capannoni vuoti, accrescendo in questo modo il complesso immobiliare da riqualificare».

Una situazione, questa, che secondo Barchetta è dovuta molto all’andamento dell’edilizia. «Si tratta di un settore che ha un ruolo macroeconomico per il suo effetto “volano”. L’edilizia – dice Barchetta – trascina anche altri settori e ogni intervento in questo campo finisce per moltiplicarsi per tre. Se lavora l’edilizia si muovono altri comparti collegati e quindi l’economia in generale». In tutto il territorio, continua Barchetta, «ci sono risorse da spendere subito, ma i cantieri non partono. Questo è gravissimo ed è necessario rispondere a questa necessità facendo cose utili come piccole opere pubbliche che riattivino le piccole imprese e quindi anche il lavoro».

Opere pubbliche «ferme», così come l’edilizia abitativa. E quella commerciale pure: «Il distretto del manzanese – conclude Mattioni – ha perso due terzi del fatturato negli ultimi dieci anni e l’edilizia commerciale rischia di continuare questo 2012 nello stesso modo: con i cartelli “capannone vendesi”».

Gianpiero Bellucci

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