Messaggero Veneto

Sabato 11 Febbraio 2012

 

Carta di soggiorno, immigrati in piazza per dire no alla tassa. Per una famiglia di 4 persone c’è chi rischia di spendere più di uno stipendio mensile. L’appello dei sindacati.

Una tassa da 80 a 200 euro a persona per la richiesta o il rinnovo del permesso di soggiorno. È la stangata decisa dal governo Berlusconi che dal 30 gennaio pesa sulle spalle degli immigrati regolari. E ieri, davanti alla Prefettura, Cgil, Cisl e Uil, proprio con i rappresentanti degli stranieri e tanti immigrati, sono scese in piazza per chiedere al governo Monti l’immediata cancellazione del provvedimento.

Ciascun immigrato regolare all’atto della richiesta, del rinnovo o del rilascio del permesso di soggiorno copre i costi amministrativi delle pratiche pagando circa 70 euro. Ma dal 30 gennaio a questa cifra si aggiunge una tassa che dovrebbe servire a finanziare la lotta all’immigrazione clandestina, ma che potrebbe invece ottenere il risultato opposto, almeno stando a quanto lamentato ieri dai manifestanti. Infatti, nel caso del rinnovo da 3 a 12 mesi, l’immigrato che ha più di 14 anni dovrà pagare 80 euro, cifra che sale a 100 euro per permessi fino a 24 mesi e a 200 euro se il periodo supera i due anni. «È una situazione insostenibile – ha spiegato Marhian Bissila, copresidente della sezione udinese dell’Associazione nazionale oltre le frontiere (Anolf) –. Una famiglia di 4 persone per il rilascio della carta di soggiorno dovrebbe spendere 270 euro a testa, più di un intero stipendio. E chi pagherà poi l’affitto, le bollette e le spese correnti? È una legge che penalizza gli immigrati». E sono già molti gli stranieri che hanno bussato alle porte dell’Anolf e della Caritas chiedendo un sostegno economico. Ieri però in piazza c’erano tantissimi italiani e pochi immigrati.

«Da un certo punto di vista capisco chi oggi è andato al lavoro: il problema è la paura – ha assicurato Bissila –. Paura di chiedere un permesso al lavoro per fare valere i propri diritti, paura di essere licenziati, paura dell’espulsione». Ecco allora che la scelta per molti immigrati si ridurrà fra la morosità con il padrone di casa o l’ingresso nella clandestinità per il mancato rinnovo del permesso di soggiorno. «Il risultato è evidente – ha detto Bissila –: un tetto sulla testa serve a tutti e quindi prenderà sempre più piede in Italia, e anche a Udine, la clandestinità. È stato lo stesso governo a imporcela esigendo una tassa spropositata».

E ieri Cgil, Cisl e Uil della provincia di Udine hanno presentato una richiesta unitaria: «Il governo Monti deve semplicemente cancellare questa odiosa tassa e aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e le altre associazioni per affrontare con serietà la questione immigrazione», hanno detto i sindacalisti.

Secco no, dunque, contro un provvedimento considerato ingiusto che ha portato le tre sigle sindacali davanti alla Prefettura, ieri, nonostante le rigide temperature. «Si tratta – hanno spiegato i segretari di Cgil, Cisl e Uil di Udine e della Cisl dell'Alto Friuli – di una ulteriore tassa destinata a finanziare la lotta alla immigrazione irregolare, addebitandone i costi agli immigrati regolari».

Michela Zanutto

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Permesso di soggiorno, immigrati contro la super-tassa

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Anolf Cisl Udine.

Cgil Cisl Uil
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Marhian Bissila Kina
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Anolf Cisl Udine
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