Messaggero Veneto

Domenica 17 Giugno 2012

 

Ceschia a Sonego: sospette le sicurezze sull’elettrodotto

La Uil e la linea Redipuglia-Udine

«L’elettrodotto serve per mantenere l’efficienza degli impianti industriali esistenti ed è indispensabile per consentire investimenti nuovi»: questa una delle principali affermazioni contenute in un intervento di Lodovico Sonego sulla grande infrastruttura, pubblicato venerdì.

Affermazioni subito confutate da Ferdinando Ceschia, segretario generale provinciale Uil di Udine, secondo il quale «le sicurezze di Sonego sollevano ombre», in quanto - osserva il sindacalista - «Lodovico Sonego, ex assessore alle infrastrutture della ex giunta regionale Illy, torna a farsi sentire, con piglio fresco ed aggressivo». «Era ormai sotto le pieghe della mente - prosegue Ceschia - il ricordo inquietante della scomposta battaglia da lui condotta nel 2007 per provare a imporre il cementificio di Torviscosa, autentico ecomostro spacciato per “conditio sine qua non” in un’ampia quanto frammentata composizione di quadro di ciò che avrebbe dovuto essere lo sviluppo del Friuli. Assieme agli amici e colleghi udinesi Iris Morassi, per la Cisl, e Glauco Pittilino, per la Cgil, bocciammo il progetto con profondissima convinzione, nonostante le bacchettate che l’esponente istituzionale in causa pensò bene di rivolgerci».

«La regione come il paese attraversa un brutto momento. I posti di lavoro calano, i disoccupati aumentano – quindi - chi non sostiene l’elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest rappresenterà in maniera esplicita il partito della disoccupazione”. Ipse dixit», prosegue Ceschia, osservando: «Lo stesso giorno, il 15 giugno, e nella stessa pagina del Messaggero Veneto, il collega Roberto Muratore della Cisl Udinese, sulla medesima questione (l’elettrodotto) esponeva valutazioni con le quali concordo pressocché integralmente».

Ferdinando Ceschia
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Elettrodotto
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