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Messaggero Veneto

Martedì 03 Marzo 2015

 

Chiuso l’80% degli sportelli «Ora riprenda la trattativa»

Massiccia adesione alla protesta contro la disdetta dei contratti di lavoro
A Udine vignette e canti di protesta. «Basta sacrifici ai danni dei dipendenti»

«Addio sogni di gloria...». La voce di Pavarotti quasi sovrasta il sibilo dei fischietti, e si eleva ironica all’indirizzo della Federazione delle Bcc. Non bastasse, arriva un’altra canzone, questa mai udita prima e composta per l’occasione, a ritmo di rap, da un delegato in servizio in una delle tante Banche di credito cooperativo della regione. È un richiamo ai valori declinati a parole dalle Bcc, ma non nei fatti, stante la decisione di disdire il contratto nazionale ed anche l’integrativo.

Il presidio dei lavoratori delle Bcc del Friuli Venezia Giulia, composto da una cinquantina di persone, per lo più delegati, provenienti dalle quattro province della regione, è riuscito. Nemmeno il tempo, non proprio clemente, è riuscito a smorzare la determinazione del sindacato - un monocolore Fiba Cisl - a contestare la decisione di Federcasse circa i contratti, e a chiedere l’apertura di un confronto su basi diverse.

Presidio simbolico perchè non ha reso evidente quanto il tema sia “caldo” e sentito dai dipendenti del credito cooperativo, che ieri hanno disertato in massa i luoghi di lavoro. Il sindacato attesta la partecipazione allo sciopero sopra l’80 per cento, con una analoga percentuale di sportelli chiusi per assenza di personale.

L’appuntamento era per le 10 di ieri in via Giovanni Paolo II a Udine, davanti alla sede della Federazione Bcc del Fvg, dove si sono dati appuntamento i manifestanti che hanno anche rallentato il traffico, con attraversamenti lenti sulle strisce pedonali, in un viale molto frequentato, stante la vicinanza con il centro commerciale Terminal nord. Tre ore di manifestazione e anche il tentativo di essere ricevuti dai vertici della Federazione compiuto dal segretario regionale della Fiba Cisl, Roberto De Marchi, accompagnato da un paio di delegati. Ma la richiesta è stata accolta solo in parte: nessun incontro, ma disponibilità a ricevere i documenti predisposti dal sindacato».

Dopo lo sciopero e il presidio, che accadrà? «Ci auguriamo - risponde De Marchi - che accada anche qui quel che è già accaduto dopo lo sciopero e la protesta dei dipendenti del mondo bancario che è scattata come conseguenza alla disdetta del contratto operata dall’Abi. Ovvero, la ripresa della trattativa avvenuta dopo che Abi ha tolto dal tavolo del confronto alcune pregiudiziali francamente inaccettabili. Mi auguro che anche Federcasse faccia altrettanto e si dimostri aperta al confronto».

Nell’attesa i sindacati restano «vigili osservatori di quel che accade anche tra Bcc e Governo - prosegue il segretario della Fiba Cisl - in relazione alla annunciata riforma dell’intero sistema del credito cooperativo. Quella riforma che per 25 anni le Bcc non hanno voluto affrontare e che ora rischiano di subire per decreto. Sia chiaro - avverte De Marchi - che non accetteremo che siano i lavoratori a pagare il conto dei decenni di inutile attesa e del costo delle riforme imposte». E questo perchè «i bancari hanno già dato molto in questi anni. Dei privilegi d’un tempo non v’è più traccia, e il nostro contratto è assolutamente in linea con quelli di altri settori produttivi».

Elena Del Giudice

Roberto De Marchi
Roberto De Marchi
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