Messaggero Veneto

Venerdì 20 Luglio 2012

 

MOBILITAZIONE CONTRO LA CRISI

Cisl Fvg: troppe riforme ferme

Fania: «Torniamo a essere competitivi». Petriccioli boccia i tagli.

Il rischio che la politica si faccia distogliere dai problemi veri anche del Friuli Venezia Giulia, preoccupa – e molto – la Cisl regionale, che annuncia una decisa mobilitazione a tutti i livelli a partire da settembre, con l’obiettivo di spingere l’azione di governo e i partiti verso le vere priorità di crescita e sviluppo. Il timore è emerso con forza ieri mattina a Palmanova nel corso del consiglio generale allargato, indetto per fare il punto sulla situazione di crisi e indicare la lista delle emergenze da affrontare a livello locale. «Non vorremmo – entra subito nel vivo il segretario della Cisl Fvg, Giovanni Fania – che i nostri politici, complici le imminenti elezioni, si lasciassero distrarre dalle cose da fare». Per il sindacato, le urgenze sul tappeto sono tante e la posta alta: tornare a essere competitivi e terra di investimenti, oggi dirottati verso le più “attraenti” Austria e Slovenia. «Per questo – rincara Fania, senza fare troppi sconti – è necessario che la Regione recuperi una visione strategica d’insieme e la capacità di progettare azioni di medio-lungo termine».

Insomma, la Cisl non dà pagelle, ma chiede alla Giunta interventi concreti di rilancio, a fronte della disoccupazione che sale (+7% nel primo trimestre) e di un Pil regionale sempre più magro, praticamente azzerato fino al 2014 anche a causa del «generoso regalo» all’epoca fatto all’ex ministro Tremonti di 370 milioni, derivanti dalle compartecipazioni.

Troppe – poi, per la Cisl – le riforme al palo: quella della sanità, necessaria per mettere in sicurezza il comparto («ma sull’assetto da dare ci si confronti»), la terza corsia, l’elettrodotto ed, in generale, un piano energetico credibile ed efficace, al di là degli ultimatum della Danieli. E sulle politiche di crescita si sofferma anche il nazionale Maurizio Petriccioli, che rilancia il tema dello sviluppo e boccia i tagli lineari previsti dalla spending review.

Giovanni Fania
Giovanni Fania
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