Venerdì 9 Settembre 2011

 

Cisl e Uil dal prefetto «No all’egemonia Cgil»

I sindacalisti criticano la manovra del governo e lo sciopero di martedì scorso
«In regione anche i luoghi di lavoro erano pieni, non solamente le piazze»

Usa l’arma dell’ironia Roberto Muradore, segretario della Cisl di Udine, e attacca i vertici della Cgil regionale che martedì ha organizzato lo sciopero con manifestazioni nelle piazze per dire no alla manovra del governo. La Cisl, insieme alla Uil, ha scelto invece una strada più soft, decidendo di partecipare, ieri mattina in prefettura, a un tavolo di confronto con il prefetto Ivo Salemme, durante il quale i rappresentanti dei due sindacati hanno esposto tutte le loro critiche, invitando poi lo stesso Salemme a riferirle al governo centrale. Ma Muradore, prima di cominciare l’incontro, ha detto: «Ha ragione il segretario regionale della Cgil, Belci: dobbiamo proprio ripartire dalla base». Ma qui il segretario della Cisl apre la polemica: «Belci non tiene conto della realtà... Di quale base stiamo parlando? Forse delle migliaia di lavoratori della nostra regione iscritti alla Cgil, ma pure alla Cisl e alla Uil, che non hanno partecipato allo sciopero e sono andati regolarmente al lavoro?». E ancora: «C’è un fatto: le fabbriche erano piene di lavoratori, gli uffici pure, e le piazze anche. Mi sembra chiaro che qualcosa non torni...».

Muradore ha poi voluto ricordare, replicando al segretario della Cgil di Udine, Alessandro Forabosco, «che in Friuli Cisl, Uil e Cgil hanno sempre avuto un obiettivo comune, e quindi bisogna evitare spaccature, perché questo valore di unità ha finora contraddistinto il nostro territorio». E ancora ha aggiunto «che ormai lo strumento dello sciopero è stato svilito dalla Cgil, mentre invece sarebbe più utile sedersi a un tavolo e tentare di rendere più eque le prossime mosse, visto che, per come stanno le cose, gli italiani dovranno affrontare nei prossimi 20 anni manovre da 45 miliardi di euro al colpo».

All’incontro con il prefetto hanno partecipato il segretario della Cisl Alto Friuli, Franco Colautti, e il segretario provinciale della Uil, Ferdinando Ceschia. Se per Colautti «un dialogo con la Cgil sarà possibile soltanto se questo sindacato smetterà di avere pretese di egemonia sugli altri», anche perché - ha poi aggiunto - «bisogna dialogare e agire sui tavoli e non nelle piazze, per far ripartire l’economia», secondo Ceschia «serve coesione tra i sindacati, perché le fughe solitarie non aiutano in questo grave momento».

Comunque, Cisl e Uil ritengono che la manovra finanziaria non sia «né equa né efficace», perché - dicono - «siamo contrari alle misure prese in materia di pensioni delle donne nel settore privato e all’assenza di una tassazione dei patrimoni immobiliari». E ancora: «Siamo contrari anche al contributo di solidarietà solo per i redditi da 300 mila euro in su, perché così la misura ne esce fortemente depotenziata, e all’aumento dell’Iva al 21%, in quanto penalizzerà i redditi più bassi».

Renato Schinko