Messaggero Veneto

Sabato 07 Dicembre 2013

 

Cisl: i vecchi centri commerciali diventano cattedrali nel deserto

Con i nuovi centri commerciali non si supera la crisi del settore. Ne è convinto Paolo Duriavig, segretario regionale Fisascat Cisl, che invoca «una diversa politica regionale del commercio» dal momento che il saldo tra aperture e chiusure «è negativo da anni». «Meglio ripopolare gli spazi vuoti dei vecchi centri commerciali, per evitare che si trasformino in cattedrali nel deserto».

Dal 2011, infatti, «nel commercio e nel terziario – sottolinea il sindacalista – si registra una riduzione del 15% e 350 negozi in meno (solo 150 in provincia di Udine)». L’occasione per fare il punto è stata, naturalmente, l’apertura del mega centro Tiare di Villesse (anche ieri oltre 20 mila visitatori) e del Borg di Cividat a Cividale.

«Realtà – dice Duriavig – che assorbono soltanto una parte dei lavoratori disoccupati e con contratti precari. Va bene che si continui a investire, ma bisogna cambiare politica se i risultati finali non sono positivi. Non vuol dire che il settore cresce se si realizzano nuovi centri. Anzi, così facendo si sottrae terreno prezioso all’agricoltura e si disertifica il centro, i cui negozi spesso si devono spostare o chiudono».

Realizzare ex novo, poi, significa abbandonare al loro destino i vecchi centri già esistenti. Qualche esempio? «Basti pensare al centro commerciale Valli di Carnia, ad Amaro, a quello di Cassacco Alpe Adria o al centro commerciale Friuli, a Tavagnacco. Sono ormai mezzi vuoti – chiude Duriavig –. Una seria politica regionale dovrebbe cercare di ripopolare questi spazi».

Paolo Duriavig
Paolo Duriavig
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