Comunicato

 
 
 

Udine, 22 Febbraio 2010

 
     

CGIL, CISL e UIL dell’Udinese e Bassa Friulana, a conoscenza delle difficoltà interpretative circa le nuove norme regionali che regolano il sistema dei servizi assistenziali ai Cittadini comunitari e non in situazione di bisogno, esprimono piena solidarietà e sostegno ai Sindaci e ai Presidenti degli Ambiti intercomunali che sono tenuti ad assicurare, comunque, tutti gli interventi sociali indispensabili ad ogni cittadino, così come si conviene in comunità civili e democratiche.

Le modifiche apportate all’art. 4 della legge regionale 6/2006 (riforma Welfare) sanciscono, al comma 1, “il diritto ad accedere ai servizi-interventi sociali solo ai Cittadini comunitari residenti in regione da almeno trentasei mesi“, escludendo così Cittadini italiani temporaneamente presenti in regione, stranieri legalmente soggiornanti, stranieri richiedenti asilo, rifugiati politici, minori stranieri e donne straniere in stato di gravidanza. Tutto questo, per altro, in aperto contrasto con la pur già restrittiva legge nazionale (Bossi-Fini).

La confusione aumenta, poi, quando la stessa norma, al comma 3, enuncia il “diritto di tutte le persone presenti sul territorio regionale agli interventi di assistenza previsti dalla normativa statale e comunitaria”.

Dalla legge regionale, infine, derivano ulteriori obblighi per i Comuni in quanto, al comma 4 e 5, è previsto che ”gli interventi previsti al comma 1 sono comunque garantiti dal Comune di residenza”.

I Comuni, con risorse già ridotte a causa dei minori trasferimenti nazionali, devono, quindi, farsi carico in proprio anche dei costi dei servizi sociali normalmente finanziati dalla Regione.

A queste norme illiberali dell’Amministrazione regionale si aggiunge pure la inqualificabile proposta di chiusura degli Ambulatori per i Cittadini extracomunitari!

La salvaguardia della salute pubblica, infatti, non risponde solo a un indiscutibile dovere di solidarietà umana e civile, ma dà risposta a un preciso interesse di tutti, soprattutto in un mondo globalizzato dove le persone, le merci e anche le malattie circolano senza chiedere il permesso ai “guardiani del nord”.

Ci si deve sul serio auspicare e soprattutto impegnare per un risveglio del senso di responsabilità di tutte le forze politiche regionali, in qualsiasi schieramento esse si collochino.

p. Le Segreterie
CGIL CISL UIL di Udine
Roberto Muradore

Cgil Cisl Uil
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archivio
Roberto Muradore
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