Messaggero Veneto

Venerdì 22 Novembre 2013

 

Confindustria Udine: ci salviamo solo con il manifatturiero

Imprenditori e sindacati, insieme, per parlare di competitività, evoluzione del mercato del lavoro, modernizzazione delle relazioni industriali. Accade a palazzo Torriani, dove il Gruppo giovani imprenditori di Confindustria ha promosso il 4° meeting “Economia&Etica”, che ha visto protagonisti Piero Petrucco di Icop Spa, Gabriele Lualdi di Lima Corporate, Matteo Di Giusto del Gruppo giovani di Confindustria, Alessandro Forabosco (Cgil), Ferdinando Ceschia (Uil) e Roberto Muradore (Cisl Udine e Bassa Friulana).

A introdurre la serata il presidente di Confindustria Matteo Tonon. «Il momento che stiamo attraversando è difficile e complesso, e richiede uno sforzo comune, di imprese e sindacati, per ribadire il fatto che il nostro territorio si sostiene sul manifatturiero. La centralità di questo comparto va tassativamente salvaguardata seguendo la strada del doppio binario: da un lato il supporto all’emergenza congiunturale, dall’altra la ricerca di nuove leve di crescita. In un territorio come il nostro - chiosa - non ci può essere sviluppo senza il manifatturiero».

Il tema della competitività e del futuro del lavoro in regione è stato affrontato in maniera diversa dagli ospiti della serata: Lualdi ha posto l’accento sull’importanza delle reti e delle aggregazioni d’impresa, sistemi che però, a detta di Petrucco, presuppongono una cultura ancora poco diffusa in Fvg. Muradore ha sollevato il problema dei 40-50enni che restano senza lavoro, «emergenza immediata e di difficile risoluzione - chiarisce - ancor più delle criticità legate al mondo giovanile». Sempre il segretario della Cisl ha fatto riferimento al sistema degli ammortizzatori sociali: «Si tratta di sistemi di tutela doverosi - precisa - ma in questi anni abbiamo sprecato tempo e risorse sostenendo chi era in difficoltà senza creare percorsi concreti di ripensamento professionale».

Il tema del valore del lavoro è stato affrontato da Ceschia e da Di Giusto, con Petrucco che è stato chiamato a esprimersi sul concetto dello sciopero: «E’ uno strumento che non risolve tutto, gli estremismi hanno poco senso in questa fase». Forabosco ha chiuso così: «Lo sciopero rimane un sistema adeguato se si vuole porre l’attenzione su un problema. Bisogna dare un senso all’azione collettiva».

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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