Messaggero Veneto

Giovedì 22 Novembre 2012

 

SINDACATI

Confronto sul comparto unico, scintille tra le segreterie di Cgil e Cisl

È guerra aperta tra le due maggiori confederazioni sindacali del Fvg, la Cgil e la Cisl. A scatenare lo scontro è il comparto unico: bocciato senza attenuanti dalla Cisl, difeso a spada tratta dalla Cgil. L’affondo della Cisl nei confronti del comparto unico è arrivato lunedì durante il convegno organizzato nella sede udinese del sindacato: Nicola Cannarsa prima, Roberto Muradore poi, hanno dichiarato il fallimento del comparto unico per l’incapacità della politica di dare concretezza alle premesse che, nel 1998, ne avevano giustificato l’avvio. Una posizione condivisa anche dai politici presenti all’incontro, e in particolar modo dal sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, e dal consigliere regionale Giorgio Brandolin (Pd). Apriti cielo. La Cgil ha atteso qualche giorno prima di uscire con un proprio volantino, che si scaglia contro i colleghi della Cisl.

«Ma di cosa stiamo parlando? – scrive la segreteria regionale della Confederazione Italiana Generale del Lavoro –. Ogni tanto il politico di turno, per sviare l’attenzione sui costi della politica, parte “lancia in resta” per gettare fango sul comparto unico. Ora è il turno del convegno della Cisl. Parole grosse, insultanti, non degne della politica, che grandemente colpevole di avere uno strumento formidabile e non saperlo utilizzare, ora vuole addossare a quello strumento le proprie colpe rispetto a un’incapacità manifesta di fare scelte sul riordino istituzionale! Che lo dica questa cattiva politica, ci spiace, ma purtroppo ci sta – aggiunge la Cgil – che lo sostenga anche un Sindacato, dopo tutti questi anni spesi per la realizzazione completa di quel progetto di comparto unico, ci addolora e amareggia (e pensiamo farà incavolare, giustamente, più di un lavoratore)».

Non si è fatta attendere la reazione di un indignato Muradore, segretario territoriale della Cisl: «E’ ora di svelare le bugie della Cgil, che continua a denigrare gli altri per farsi bella. Ribadisco che il comparto unico non ha alcun senso se non è accompagnato da un riassetto istituzionale delle autonomie locali».

Muradore non usa mezze parole per definire l’atteggiamento tenuto dalla Cgil all’epoca del rinnovo contrattuale del comparto unico, avvenuto un paio di anni fa: «Cinico e volgare, come la politica da loro tanto dileggiata». In quell’occasione, gli aumenti salariali strappati dalla Cisl non furono ritenuti sufficienti dalla Cgil: «Altro esempio di populismo e demagogia da parte del segretario della Cgil Franco Belci – chiarisce Muradore –. Il loro scopo, con quell’uscita, è stato di gettare fumo per ottenere qualche voto in più in occasione del rinnovo delle Rsu. Non a caso, dopo le votazioni, la Cgil ha accettato l’accordo sulla base degli aumenti salariali definiti dalla Cisl. Purtroppo – chiosa Muradore – ci sono pezzi di sindacato che dimostrano in più occasioni di essere populisti e corporativi. In questo caso Belci si è rivelato un autentico berlusconiano, capace di vendere sogni senza ottenere risultati concreti».

Alessandro Cesare

argomenti collegati

18-11-2012

Tavola Rotonda "Enti locali e comparto unico da costo a risorsa"

Tavola Rotonda "Enti locali e comparto unico da costo a risorsa"

Comparto Unico, tra luci ed ombre.

Lunedì 19 Novembre 2012

Roberto Muradore
archivio

altre risorse: