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Comunicato Stampa
Venerdì 11 Maggio 2012

 

Continua la mobilitazione dell’intero settore agricolo dipendente.

Continua la mobilitazione dell’intero settore agricolo dipendente per protestare contro le misure contenute nel DDL lavoro che mirano ad annullare i diritti previdenziali, assistenziali e contrattuali dei lavoratori agricoli e più in generale del lavoro stagionale, peculiarietà del comparto agro-alimentare-ambientale.

Infatti mercoledì 9 maggio hanno scioperato i lavoratori del settore agricolo dell’Emilia Romagna e del Lazio - che non hanno scioperato il 27 aprile - per partecipare alla manifestazione prevista a Roma in Piazza SS Apostoli in concomitanza con la discussione, presso la Commissione lavoro del Senato, del Ddl lavoro.

Manifestazione analoga si è tenuta nella nostra regione venerdì 27 aprile u.s. davanti al Palazzo del Governo di Udine, dove una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal Prefetto dott. Salemme, a cui sono state illustrate le forti preoccupazioni della categoria, che riguarda oltre 10.000 lavoratori in Friuli Venezia Giulia, relative al proprio futuro.

Il Governo infatti, nel DDL lavoro, propone di estendere, all’art. 11, solo per il settore agricolo, l’utilizzo dei voucher a tutte le tipologie di imprese e di lavoro e non, come oggi, alle sole aziende dei piccoli coltivatori per prestazioni occasionali ed accessorie (vendemmie, piccoli lavori domestici, piccoli lavori di giardinaggio …) di pensionati, studenti, casalinghe o cassa integrati.

Questa nuova liberalizzazione, ‘a tutto campo’, del rapporto diretto tra imprenditore agricolo e lavoratore comporterà la soppressione di diritti previdenziali e assistenziali quali: la disoccupazione agricola o con i requisiti ridotti agricoli, l’indennità di malattia, l’eventuale maternità, assegni familiari, senza dimenticare le stesse prestazioni pensionistiche.

Analogamente la mini-aspi (art. 24-28) legata in generale al lavoro stagionale, andrà a ridurre drasticamente le indennità di disoccupazione con requisiti ridotti e i contributi figurativi validi ai fini pensionistici.

La FAI-CISL ritiene che queste norme previste siano profondamente sbagliate ed ingiuste perché andranno a colpire le fasce più deboli e meno tutelate dei lavoratori e quindi chiede al Parlamento, unitamente alle altre Organizzazioni sindacali di categoria, di cambiarle.

Come pure da anni, la FAI – Cisl di Udine, si batte perché i voucher restino vincolati all’originale intuizioni di emersione del lavoro nero e non per creare, con la loro continua estensione, nuova precarietà e conseguente difficoltà per gli organi competenti di controllarne gli abusi allargando così, a nostro avviso, l’area del ‘lavoro grigio’.

Claudia Sacilotto

Segretaria Generale FAI-Cisl Udine

Claudia Sacilotto
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