Il Friuli

Aprile 2016

 

Costi e benefici

Raramente si fa un’analisi a valle delle scelte di politica economica.
L’azione pubblica è ancora basata sulla logica del mero adempimento

Passare da una politica economica basata sugli adempimenti a una che, dopo aver allocato le risorse, ne valuta gli effetti. Secondo il segretario generale della Cisl di Udine, Roberto Muradore, le troppe analisi miste ad annunci e promesse distolgono da un metodo che guarda, invece, all’efficacia concreta sull’economia reale. Quello cioè che consiglierebbe il semplice buon senso. È per questo ha commissionato all’economista Fulvio Mattioni uno studio che andasse a indagare i vantaggi portati da alcune azioni strategiche avviate dall’amministrazione regionale negli ultimi anni, scoprendo molti aspetti ignorati o addirittura sottaciuti.

Perché questa vostra iniziativa? “Da una decina di anni la Cisl di Udine promuove ricerche e approfondimenti su temi inerenti l’economia, il lavoro e la società perché è consapevole che l’attuale fase sia particolarmente complessa e difficile e che sia, quindi, doveroso un approccio formato e informato ai problemi”.

Ma non se ne fanno già tante? “Analisi frettolose e che strizzano l’occhio a questa o quella parte politica o a questo o a quel potere forte non aiutano a capire: si impongono studi competenti e indipendenti. In particolare, ovviamente, sono sottoposte ad attenzione la realtà provinciale e regionale, inquadrate a loro volta in una dimensione nazionale e mondiale”.

Quindi, quale lezione traete da questa ricerca? “In Friuli l’impatto con la crisi subito dal manifatturiero è stato molto duro e, a dire il vero, il settore era già in difficoltà dai primi Anni 2000 per quanto concerne il Distretto della Sedia, ma non solo. La Cisl, a differenza di molti, troppi attori politici economici e sociali, ha convintamente e testardamente sottolineato come il manifatturiero fosse, è e sarà un pezzo di economia fondamentale per il benessere delle comunità friulana”.

Sta cambiando qualcosa nei vostri interlocutori? “È positivo che il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello abbia lo stesso convincimento e che, effettivamente, abbia voluto un importante provvedimento quale il piano Rilancimpresa che mette in ordine e a sistema gli strumenti pubblici utilizzabili dalle imprese nostrane. È altrettanto importante la sua volontà di introdurre, relativamente agli interventi pubblici, una metodologia che valuti e verifichi i risultati degli stessi. Auspicabilmente ci si sta avviando a un’azione pubblica non più basata sulla cultura del mero adempimento, bensì sulla logica degli obiettivi e dei risultati da conseguire. Un bel cambiamento, peraltro necessario, se si dovesse concretizzare. Ce n’è proprio bisogno per migliorare una burocrazia troppo spesso tanto autoreferenziale quanto inconcludente”.

Cosa si può fare ancora di più? “Il sistema pubblico, in particolare l’amministrazione regionale, e quello parapubblico rappresentato dalle società partecipate possono e devono essere efficientati e deve essere chiaro il nesso tra costi e benefici che portano alla comunità. Bisogna continuare il percorso di riforme, meglio se partecipate e il più possibile condivise, per far sì che aumenti l’efficacia del pubblico, ma ancheper recuperare, tagliando gli sprechi, quelle risorse necessarie per supportare il lavoro e le imprese, ovvero l’economia reale”.

Non credete di trarre conclusioni scomode per l’apparato, di cui sono parti integrate anche i sindacati? “Le iniziative della Cisl di Udine, come sempre, non sono dettate da nessuna vis polemica nei confronti di chicchessia, ma improntate al responsabile desiderio di dare il proprio, benché parziale, punto di vista e contributo per la soluzione dei tanti problemi che ci si trova ad affrontare”.

Roberto Muradore
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