Messaggero Veneto

Giovedì 11 Settembre 2008

 

Manzano. L’hanno indetto per questa mattina i presidenti di Asdi e Promosedia De Sabbata e Tonon.

Crisi della sedia, vertice con i sindacati

Quali sono le prospettive del mercato del lavoro nel distretto della sedia? Se ne parlerà stamattina a Manzano nella sede di Asdi e Promosedia in un incontro tra i presidenti De Sabbata e Tonon e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. Un confronto atteso che dovrebbe fare il punto sulla situazione occupazionale dell’area, soprattutto a seguito della questione “chinatown”, nel manzanese, che ha riaperto il dibattito sul futuro della sedia. Roberto Muradore, segretario generale Cisl di Udine, interviene nel dibattito chiarendo che «un mercato al ribasso, in cui vince il più furbo e disonesto, è cannibale e autodistruttivo. Il nostro prodotto deve tornare ad essere appetibile dando valore aggiunto, immateriale, alla sedia di legno; un emblema del Distretto che può restare una nostra esclusiva se ben venduta e pubblicizzata, puntando su principi ecologici e sul comfort e il vivere sano. Se qualcuno pensa di vincere la gara del mercato globale inseguendo paesi non democratici, senza sindacati e senza regole, introducendo nel proprio sistema quegli elementi, sbaglia. Ed è sbagliato credere che il futuro sia quello tratteggiato dall’Asdi: chiudere un occhio e andare avanti perché così fan tutti. Allora il distretto diventerà il Far West».

C’è un problema di fondo dei seggiolai friulani, secondo il sindacalista: tutti sono capaci di produrre, ma quanti sanno presidiare adeguatamente il mercato? E perché, come più volte è stato ripetuto dagli esperti e da alcuni politici, «non si riesce ad associarsi in un marchio unico per promuoversi - suggerisce Muradore - in punti vendita stabili ubicati nei paesi emergenti, nella stessa Cina?». Sulla politica e il marketing del brand “sedia made in Friuli” interverrebbero poi l’Asdi e le istituzioni («Regione e Provincia dovrebbero avere a cuore gli imprenditori e spronarli al gioco di squadra») nel ruolo di supervisori, ma l’ipotesi appare irrealizzabile finché la politica «non abbandonerà l’atteggiamento snobistico nei confronti del manifatturiero, da cui deriva la ricchezza del Friuli. Molti pensano: ma tanto è la subfornitura a chiudere. E allora, non è mica spazzatura? Abbiamo già perso migliaia di posti di lavoro (circa 3 mila solo negli ultimi anni), il distretto rischia di sparire. Se si percorre la strada “bassa” saremo perduti». Grandi speranze, dunque, attorno agli esiti dell’incontro di oggi, affinché si stabilisca una ricetta concreta per uscire definitivamente dalla crisi.

Rosalba Tello

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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