Messaggero Veneto

Domenica 30 Settembre 2012

 

Crisi, il Friuli resiste grazie ai risparmi fatti dalle famiglie

Alla festa del Pd dibattito sulle prospettive dell’economia.
Aziz: consultiamo le categorie in vista delle elezioni 2013.

La società civile chiama la politica. E lo fa dal palco della festa del Pd in piazza Venerio. Perché il rischio concreto, anche nel Friuli Venezia Giulia, è la recessione: le esportazioni sono in stallo, il mercato interno è in flessione e l’occupazione ai minimi storici. Situazione ancora peggiore in base alle previsioni a breve termine. Se ne è parlato ieri mattina in un incontro moderato dal giornalista Rossano Cattivello che ha visto salire sul palco di piazza Venerio i rappresentanti delle categorie economiche, dei sindacati, della cooperazione e degli istituti di credito. «Questa è l’inaugurazione di una nuova fase di consultazione fra la politica e le parti sociali – ha detto il vice segretario cittadino del Pd, Hosam Aziz –. Sarà un punto del nostro programma elettorale perché per governare il Paese si deve ascoltare gli imprenditori, le parti sociali e i lavoratori».

«In regione c’è comunque una tenuta sostanziale dello stock di credito delle banche», ha detto il presidente regionale dell’Abi, Giuseppe Graffi Brunoro. «Ma la ripresa stenta e anzi è rimandata di semestre in semestre», ha sostenuto Luciano Snidar, vicepresidente di Confcommercio Udine. «Nei primi sei mesi dell’anno a pagare il prezzo più salato della crisi è stato il settore riguardante macchinari e impiantistica», ha aggiunto Snidar aprendo però un barlume di speranza su siderurgia e mobile. Proprio quest’ultimo settore mostrerebbe dati «in leggero aumento, sebbene stia pagando lo scotto degli anni passati», ha sottolineato il vicepresidente di Confcommercio. «I crediti delle banche sono sostanzialmente invariati – ha rilevato Graffi Brunoro –, con uno stock creditizio di 34 miliardi di euro destinati a famiglie e imprese nel 2011, dato in linea con quello del 2007».

A far sperare nell’uscita dalla crisi, secondo il numero uno dell’Abi regionale, sono «i depositi e i risparmi delle famiglie friulane per nulla intaccati dalla congiuntura. E in questo quadro - ha aggiunto Brunoro - le banche chiuderanno l’anno con un segno positivo, frutto però dell’iniezione di liquidità arrivata dalla Banca centrale europea». Ecco allora che i segretari provinciali di Cgil e Cisl, Alessandro Forabosco e Roberto Muradore, hanno puntato il dito contro la politica economica sia nazionale sia regionale. «È mancato e manca un intervento serio – ha detto Forabosco –: non sono state create infrastrutture per sostenere il manifatturiero, spina dorsale del Made in Friuli». Più attenzione alle piccole e medie imprese è stata chiesta infine da Muradore che ha auspicato «un ritorno di Friulia alla mission originaria di appoggio e aiuto alle imprese». Al dibattito hanno preso parte pure i rappresentanti dell’artigianato, delle cooperative e dell’industria.

Michela Zanutto

Roberto Muradore
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