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Messaggero Veneto

Domenica 14 Giugno 2015

 

Crisi nel settore metalmeccanico la Fim Cisl aumenta gli iscritti

Sale il numero degli iscritti alla Fim Cisl della provincia di Udine, che con i suoi 3.800 lavoratori si conferma, grazie anche all’ingresso del sindacato in aziende finora inaccessibili, l’associazione dei metalmeccanici più grande del territorio.

A tracciare quello che sarà il nuovo corso della Fim Cisl - ribattezzata 2.0 - è Pasquale Stasio, neoletto segretario della Fim Regionale e referente della categoria per la provincia, che, nel corso di un partecipatissimo direttivo (presenti il segretario generale regionale Sergio Drescig e il segretario generale della Cisl Fvg, Giovanni Fania) ha posto l’accento su tre obiettivi fondamentali: realizzare il cambio generazione all’interno degli organi dirigenti, riversare le risorse ottenute da una decisa riorganizzazione della Cisl sulla prima linea, scommettere con maggiore decisione sulla contrattazione di II livello.

Necessità imposte anche dall’attuale situazione del comparto che resta assolutamente difficile se si considera che dei circa 12mila metalmeccanici a oggi sotto ammortizzatore sociale in regione, circa un terzo riguarda l’udinese. Il depauperamento del territorio e delle professionalità sembra inarrestabile con diverse aziende sotto i riflettori: come la Cga di Cividale o le Oru di Basaldella, accanto a Luvata e Dl Radiators, già messe in vendita, o, ancora, la Fabbro Vanni di Codroipo (una settantina di dipendenti) per la quale è stato chiesto il concordato e la Abs dove già da un mese è in atto lo stato di agitazione per il premio di produttività e la mobilità interna. Spiragli di luce, invece, arrivano per la Palini&Bertoli e la Italricambi.

Pasquale Stasio
Pasquale Stasio
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