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Messaggero Veneto

Giovedì 07 Giugno 2012

 

Crisi senza fine: commesse a due mesi per i metalmeccanici

La Cisl: servono ammortizzatori per le imprese udinesi «Assieme alla Uil stiamo lavorando a una piattaforma»

La crisi economica ha colpito anche il settore metalmeccanico del Friuli Venezia Giulia. Il segretario generale del comparto facente capo alla Cisl dell’Udinese e della Bassa friulana, Sergio Drescig, è infatti «molto, molto preoccupato per la situazione presente e futura» della propria categoria. Al riguardo, il responsabile della Fim Cisl sostiene che molte aziende hanno già subito un notevole calo del fatturato e che «in troppe imprese le commesse acquisite danno e hanno un respiro e una visibilità corte, cortissime, di uno o due mesi al massimo».

Ci sono poi, sempre a giudizio di Drescig, anche imprese che hanno lavoro, ma che «non riescono ad ottenere quel credito necessario per sostenere i costi di produzione e rischiano, quindi, di entrare in crisi pur con un buon portafoglio ordini». Fino a oggi - osserva ancora Fim Cisl - si è riusciti a evitare il ricorso massiccio ai licenziamenti (alla mobilità) e in alternativa si sono utilizzati ammortizzatori sociali quali la cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria che, però, stanno volgendo al termine. «Le condizioni del settore metalmeccanico friulano sono tali - secondo il suo leader - che è, e sarà, necessario continuare a utilizzare gli ammortizzatori sociali e in particolare i contratti di solidarietà che tengono i lavoratori legati all’azienda e «ciò è importantissimo - sottolinea - in un mercato del lavoro che non dà alcuna possibilità concreta di reimpiego».

Drescig ricorda, ancora, come «quanti si trovano in cassa integrazione o in mobilità hanno, a differenza dei troppi che non hanno alcuna protezione, un minimo di garanzia reddituale, ma che, dopo un paio di anni, si ritrovano comunque in estrema difficoltà e si vedono costretti a dare fondo a eventuali risparmi».

Il segretario dei metalmeccanici friulani sottolinea, poi, come la politica e le istituzioni nazionali e locali «debbano un di più di attenzione, di proposte e di risorse per risollevare le sorti del manifatturiero, dell’industria, pena un progressivo e veloce impoverimento dell’intero Paese e della nostra comunità».

Nonostante queste forti criticità occupazionali e produttive, la Fim Cisl, assieme alla Uilm Uil, presenterà a breve una piattaforma «credibile» per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro. I contenuti saranno discussi anche a livello locale in centinaia di assemblee con i tanti iscritti e simpatizzanti «che, sempre più, scelgono la coerenza e la concretezza di un sindacato responsabile quale la Fim».

Sergio Drescig
Sergio Drescig
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