Messaggero Veneto

Venerdì 19 Novembre 2010

 

Crisi, sottoscritto l’accordo tra cooperative e sindacati

È stato firmato ieri a Udine il protocollo d’intesa sulle misure anticrisi tra le tre centrali cooperative e i sindacati del Friuli Venezia Giulia. All’incontro hanno preso parte Renzo Marinig (Legacoop Fvg), Gianpaolo Zamparo (Associazione Cooperative Friulane Udine) e Adino Cisilino (AGCI Fvg) e rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil friulane.

Il protocollo d’intesa individua alcuni punti salienti fra cui la capacità di saper scegliere soluzioni adeguate in base agli obiettivi, valorizzando e ottimizzando le risorse disponibili attraverso investimenti mirati ed evitando tagli indifferenziati. Il sistema cooperativo, che ha tenuto meglio la crisi occupazionale, con un +0,9% nel 2009 e un limitato uso della cassa integrazione (3%) si è reso inoltre disponibile ad assorbire alcune quote di forza lavoro espulse dal mercato ma si è anche impegnato a costituire nuove realtà cooperative. Si chiede un «salto di qualità» della pubblica amministrazione, con una maggiore qualificazione del personale, iter procedurali più snelli e il rispetto delle condizioni di pagamento contrattualizzate. Viene infine posto l’accento sull’urgenza di provvedimenti di contrasto all’aggiudicazione al massimo ribasso delle gare d’appalto.

 
 

Marinig: «La realtà delle cooperative ha retto meglio degli altri settori il difficile momento anche sotto il profilo dell’occupazione».

Patto anticrisi coop-sindacati. Accordo in otto punti per valorizzare la concertazione:
«Necessario puntare di più sul sistema cooperativistico».

Patto in otto punti tra le centrali cooperative regionali e i sindacati all’insegna del pluralismo delle forme d’impresa e nella pratica della concertazione quali condizioni ormai ineludibili per contrastare la crisi economica e per tornare a crescere, progettando e alimentando il futuro. Un patto siglato tra Renzo Marinig, presidente di Legacoop Fvg, Gianpaolo Zamparo, presidente dell’Associazione Cooperative Friulane Udine, e Adino Cisilino, presidente di Agci Fvg, mentre le associazioni sindacali sono state rappresentate da Alessandro Forabosco, segretario generale della Cgil Udine, Roberto Muradore, segretario della Cisl dell’Udinese e della Bassa friulana, Franco Colautti, segretario della Cisl dell’Alto Friuli e Ferdinando Ceschia, segretario generale della Uil Udine.

Il protocollo d’intesa individua alcuni punti salienti fra cui la capacità di saper scegliere soluzioni adeguate in base agli obiettivi, valorizzando e ottimizzando le risorse disponibili attraverso investimenti mirati ed evitando tagli indifferenziati. Il sistema cooperativo – si legge nel documento –, che ha tenuto meglio la crisi occupazionale, con un +0,9% nel 2009 e un limitato uso della cassa integrazione (3%), si è reso inoltre disponibile ad assorbire, presso le associate, alcune quote di forza lavoro espulse dal mercato ma si è anche impegnato a costituire nuove realtà cooperative.

Nello stesso documento viene inoltre sottolineata la necessità di un salto di qualità da parte della pubblica amministrazione, con una maggiore qualificazione del personale, iter procedurali più snelli e il rispetto delle condizioni di pagamento contrattualizzate. Viene infine posto l’accento sull’urgenza di provvedimenti di contrasto all’aggiudicazione al massimo ribasso delle gare d’appalto, e sulla possibilità di riconoscere provvedimenti premianti (ad esempio con una riduzione dell’Irap) alle imprese che aumentano l’occupazione in loco.

Insomma, la crisi economica sta delineando nuovi scenari socio-economici, completamente diversi da quelli esistiti finora – è stato detto nel corso dell’incontro –, che dovranno essere affrontati attraverso misure e strumenti adeguati all’interno di un sistema incentrato sul pluralismo delle forme di impresa. «Fra questi – ha rimarcato Marinig – rientrano il rafforzamento della concertazione fra le parti sociali, l’attuazione di politiche attive e investimenti mirati, il miglioramento del rapporto domanda/offerta sul fronte occupazionale e la costituzione di nuove imprese cooperative anche attraverso un’auspicata combinazione fra le funzioni originarie di Friulia e quelle della “legge Bertossi” sia in fase di anticipo delle risorse previste dalla legge Marcora sia in quella di acquisizione di competenze da parte della nuova realtà».

Domenico Pecile

Roberto Muradore
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