Messaggero Veneto

Venerdì 05 Agosto 2011

 

CRISI

Imprese e sindacati varano il patto per la crescita

Anche le parti sociali del Friuli seguono l’esempio di quelle nazionali, e si mettono insieme per trovare una soluzione comune alla crisi. Lo afferma un comunicato di Associazione Generale Cooperative italiane (Agci), Associazione piccole e medie industrie (Api), Cgil, Cisl Alto Friuli, Cisl Udinese e Bassa Friulana, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confederazione nazionale artigianato (Cna), Confindustria Udine, Confederazione italiana agricoltori (Cia), Confcooperative, Lega delle cooperative, Uil.

«Nel momento in cui viene messa in discussione dai mercati la credibilità del nostro Paese e la sostenibilità dei conti pubblici - si legge nel documento - le forze del lavoro e dell’impresa si uniscono, in Friuli come a livello nazionale, condividendo energie e volontà per la realizzazione di un “Patto per la crescita” capace di unire rigore ed efficienza alla salvaguardia del sistema produttivo e all’ampliamento dell’occupazione tanto da parte delle imprese e dei lavoratori nonchè da parte della politica. Occorre uno sforzo comune e tenacemente coeso per accrescere la produttività, che coinvolga tutti i livelli istituzionali anche come efficace scudo contro la speculazione - continua il documento -. Sforzo comune che riguarda anche la realtà regionale. La Regione si è mossa con la realizzazione di importanti infrastrutture di comunicazione, con l’attuazione delle misure anticrisi e il rafforzamento degli ammortizzatori sociali», sostengono ancora le associazioni. «Le persistenti difficoltà richiedono tuttavia che si proceda oltre dando le risposte che mancano ai problemi dello sviluppo.

Per abbattere i costi della politica, rendere più efficiente la pubblica amministrazione, favorire la realizzazione dei grandi e piccoli progetti di investimento nel campo degli insediamenti produttivi e delle infrastrutture, sostenere l’occupazione e rafforzare le misure a sostegno del sistema produttivo tutto, rilanciare le opere pubbliche impegnando le risorse ancora bloccate, stimolare i processi di innovazione», è ancora il contenuto della nota congiunta. Il documento indica anche una prima ricetta anticrisi: «Occorre accelerare i tempi per le riforme che ancora mancano - si legge - dalle autonomie locali alla sanità, dalla pubblica amministrazione e dai suoi costi al rinnovo della programmazione dello sviluppo territoriale, eliminando sprechi, puntando sul merito e sul risultato».