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Messaggero Veneto

Martedì 11 Novembre 2014

 

Buttrio: sciopero di 50 lavoratori nella storica ditta a corto di liquidità.
«Abbiamo lavorato a lungo lo stesso: ora basta»

Da mesi senza stipendio alla Bp sedie

Stipendi arretrati che non arrivano e nessuna data certa per il pagamento. Questo il motivo che ieri mattina ha spinto molti dei 50 dipendenti di Bp sedia, a Buttrio, a incrociare le braccia fuori del capannone. La vicenda, come purtroppo varie altre in Italia, vede da un lato operai e impiegati che reclamano lo stipendio e dall’altro l’azienda che, a corto di liquidità, non riesce a saldare i compensi.

La protesta. Un’adesione secondo la Filca Cisl-Fvg sezione di Manzano che sfiora il 90% e che proseguirà anche oggi. Gli operai senza stipendio, alcuni da quattro mesi, non ce la fanno più anche a fronte - raccontano – di una mancanza di informazione da parte dell’azienda che non dà risposte né su pagamenti, né su futuro. La situazione per molti sta diventando insostenibile: bollette, mutui, famiglie che in alcuni casi sono finanziariamente a terra: «In questi mesi – sottolineano – abbiamo continuato a lavorare anche senza stipendio per cercare di mandare avanti l’azienda. Ma ora non possiamo continuare se non ci verrà almeno dato un segnale da parte degli amministratori».

L’azienda Bp sedia è una delle aziende storiche del Manzanese che dal 1970 produce sedie, tavoli e complementi d'arredo. Iniziata la sua attività a Manzano, la ditta si è trasferita a Buttrio. Con un fatturato di diversi milioni di euro, come purtroppo molte realtà del distretto, paga pesantemente la crisi economica. Una cinquantina i dipendenti, alcuni dei quali già in cassa integrazione, altri in contratto di solidarietà. Nonostante i tempi duri l’azienda, con il suo fondatore e amministratore Gianni Burlina, sta tentando di proseguire l’attività. A mettere i bastoni tra le ruote, però, alcuni crediti importanti vantati nei confronti di alcuni clienti che tardano a saldare e che ha fatto mancare i fondi per le paghe.

L’incontro tra le parti Ieri mattina la rappresentate sindacale Alessia Cisorio con alcuni operai ha chiesto e ottenuto un incontro con l’azienda dal quale, però, secondo il sindacato non sono emerse risposte soddisfacenti. Nessuna data certa per i pagamenti che l’azienda, in attesa anch’essa di incassare, non può dare. Nessuna indicazione su un eventuale piano di rientro, anche se dal confronto è emersa la disponibilità per l’apertura della procedura di mobilità volontaria. Dal canto suo, l’azienda è in attesa di ottenere un apertura di credito da parte delle banche, così da riequilibrare la situazione finanziaria e pagare gli arretrati.

Silvia Riosa

Alessia Cisorio
Alessia Cisorio
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