La Vita Cattolica

Giovedì 19 Settembre 2013

 

Muradore della Cisl

Dall'Università più ripresa

Roberto Muradore, segretario della Cisl udinese, nonostante tutto, cerca di vedere il bicchiere della crisi mezzo pieno.

«Ci deve essere un miglioramento, pena un futuro rovinoso - sottolinea il sindacalista -. Si parta, però, dalla realtà così com'è, bandendo infondati ottimismi e cupi pessimismi che annichiliscono ogni buona volontà. È necessario partire da una lettura corretta e condivisa di ciò che è, senza nascondere la polvere sotto il tappeto e abbandonando quell'atteggiamento fatalista, davvero poco friulano, di chi aspetta passivamente che "passi la nottata". La crisi è certamente globale, ma nel nostro territorio e nella nostra regione si possono e si devono fare parecchie cose per stabilizzare la situazione e riprendere a crescere. E, come detto e ridetto, si parta dal manifatturiero che è e resterà, sebbene in misura minore, il perno dell'economia friulana».

Ma che cosa bisogna fare? Nell'immediato sono da affrontare urgentemente, secondo il segretario del sindacato cislino, le numerose crisi aziendali, individuandone le cause e le possibili vie di uscita. In particolare, secondo Muradore, bisogna saper meglio gestire la risorsa universitaria, «oggi pressoché inutilizzata», a cominciare dalla ricerca. E dall'esigenza di rendere efficaci e meno costose le partecipate regionali, la burocrazia e l'amministrazione. «Voglio ora sottolineare anche come il sistema scolastico locale, decisamente di livello, sia fondamentale per la qualità dei futuri lavoratori, artigiani, imprenditori, dirigenti e professionisti. Si pensi al Malignani, ma non solo, e a come abbia fornito al territorio quelle risorse umane qualificate così determinanti per il suo sviluppo. Il sistema formativo, inoltre, è ben strutturato e ha in sé le capacità per offrire una formazione mirata in grado di aumentare sul serio l'occupabilità di quanti ne fruiscono. In Friuli, infine, c'è una cultura del lavoro e del sacrificio sostanziata dalla responsabilità e dal senso del dovere. Questa serietà nel lavoro la si ritrova anche nei dipendenti pubblici e nei lavoratori delle partecipate che, però, non sono per nulla valorizzati e ben guidati. Checché se ne dica anche per i giovani friulani il lavoro rappresenta ancora un valore».

Quali assetti strategici possono essere un po' meno immateriali? «La collocazione geo politica. Dalla periferia del mondo occidentale il Friuli-Venezia Giulia è diventato il centro di un'Europa finalmente non più divisa. Và potenziata la recettività dei nostri porti e sono da adeguare i trasporti ferroviari in modo tale che qui giunga e sia poi ben gestita e veicolata una maggiore quantità di merci. Ciò rappresenterebbe una reale opportunità non solo per la logistica, ma anche per il nostro manifatturiero. Trieste non deve essere un porto città, ma un porto regione e anche oltre. E sono importanti anche i porti di Monfalcone e di Porto Nogaro. Si dia priorità all'asse Adriatico-Baltico senza continuare a perdere tempo con la futuribile alta velocità Ovest-Est. In definitiva penso proprio che soltanto una buona economia consentirà un buon lavoro».

Roberto Muradore
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