La Vita Cattolica

Giovedì 17 Settembre 2015

 

Dalla «coscienza di classe» alla «coscienza di luogo»

Perché la Segreteria della Cisl di Udine si interessa alla questione dell'elettrodotto Redipuglia-Udine, non essendo questo un tema del lavoro o sociale in senso stretto? Ecco alcune delle ragioni per le quali un sindacato confederale ha il dovere, addirittura l'obbligo, di intervenire su un argomento come questo.

Il sindacato rappresenta e tutela i lavoratori e i pensionati a partire, ovviamente, dalla loro condizione di lavoratori e di pensionati. Gli interessi di queste persone, però, non si limitano al solo lavoro e alla sola pensione poichè sono cittadini che vivono ed esprimono bisogni e aspettative ulteriori, che vanno oltre i perimetri tradizionali del sindacato. Un lavoratore, ad esempio, va tutelato nella sua integrità psico-fisica dentro la fabbrica ma anche fuori da questa, per cui è necessario che le aziende rispondano a requisiti di sicurezza e di salubrità all'interno, ma anche di impatti tollerabili dall'ambiente esterno. Solo ciò, tra l'altro, può evitare l'amaro conflitto tra la necessità di lavorare e di produrre e le comunità contigue agli opifici.

Un pensionato, poi, necessita innanzitutto di una pensione adeguata per poter vivere degnamente, ma questa non sarà sufficiente qualora non trovi risposte alle proprie esigenze di cura e di assistenza, sempre crescenti con gli anni. Serve, quindi, che alla persona venga offerto un sistema pubblico e privato/sociale efficace di servizi. Si pensi, ancora, a quanti lavoratori frequentano tranquillamente i centri commerciali nelle giornate festive senza alcuna attenzione per chi non può stare con la propria famiglia in quanto costretto al lavoro. Inoltre lavoratori con redditi medio alti, quindi non in difficoltà economiche, acquistano beni di qualsiasi tipo privilegiando il loro basso costo senza interrogarsi se il «low cost» sia il frutto avvelenato del peggior sfruttamento di lavoratori senza diritti. In questi casi prevale la dimensione dell'egoismo e dell'edonismo del consumo su quella della solidarietà e del rispetto del lavoro.

Va compreso, allora, che viviamo un tempo fatto di complessità e contraddizioni sociali e personali (il cosiddetto «io diviso») non più ricomponibili con vecchie categorie di pensiero e di azione. Il sindacato confederale ha il difficile compito di «tenere insieme», con coerenza, interessi e situazioni che possono diventare tra loro confliggenti. Deve, infatti, promuovere il lavoro ribadendo l'importanza del rispetto dell'ambiente. Deve aiutare le persone fragili rivendicando l'efficientamento dei servizi di cura e socioassistenziali e, nel contempo, tutelare quanti vi operano. Deve anche svolgere un ruolo «pedagogico» nei confronti dei lavoratori (consumatori) per accrescerne la consapevolezza e la capacità critica. Per poter svolgere adeguatamente questo compito servono riferimenti culturali e ancoraggi valoriali solidi. È, questa, una precondizione necessaria affinchè l'azione sindacale, per sua natura vocata a ricercare accordi e soluzioni, non scada in uno sterile e cinico pragmatismo fine a se stesso, senza guida e senza orizzonti e, in definitiva, senza un senso.

L'azione sindacale, quindi, non può esaurirsi esclusivamente nella contrattazione tra lavoro e impresa o datore pubblico che, comunque, resta assolutamente prioritario e che, anzi, va rilanciata potenziandone il livello aziendale e territoriale, ma deve dispiegarsi in un orizzonte più ampio e complicato che, per la Cisl di Udine, si concretizza nei luoghi e nelle comunità. Ed è proprio dalla capacità del territorio di attrezzarsi per venire incontro alle persone che ne deriva o meno gran parte della qualità della vita dei lavoratori e pensionati rappresentati dal sindacato.

Con uno slogan si potrebbe dire che dalla coscienza di classe bisogna giungere alla coscienza di luogo. Un territorio, in definitiva, che non va solo abitato, ma attivamente vissuto e soprattutto pensato, avendo nel cuore e nella mente il bene comune al quale devono concorrere anche gli interessi privati, soprattutto quelli forti come Terna. E il bene paesaggistico e naturalistico è proprio un bene di tutti, da preservare. Senza esasperazioni radical ambientaliste e senza scadere nella pericolosa retorica del lavoro ad ogni costo, tanto dannosa soprattutto per i lavoratori! Nel preambolo allo Statuto Nazionale della Cisl si rinvengono termini illuminanti quali «sviluppo civile», «esigenze generali» e «benessere generale». Questo è proprio ciò che la Cisl di Udine, pur tra mille difficoltà e con tutti i suoi limiti, sta tentando di fare con il coraggio della responsabilità ed assumendosi la responsabilità del coraggio. E non solo nella vicenda dell'elettrodotto.

Roberto Muradore - Segretario generale Cisl di Udine

Roberto Muradore
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