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Il Friuli

Giovedì 18 Giugno 2015

 

Decisa la chiusura dei 48 negozi Dayli

Il gruppo padovano Gottardo ha avviato la procedura di mobilità per i 151 dipendenti

Il Gruppo Gottardo di Padova ha annunciato la chiusura della rete di negozi Dayli, gestititi attraverso la controllata Aromatika e già appartenuti alla catena Schlecker, che aveva acquisito un anno fa, dopo averli gestiti per un anno in affitto di azienda. Si tratta di 48 punti vendita, distribuiti soprattutto in Friuli e in parte in Veneto, dove lavorano 151 persone.

Il 10 giugno, infatti, ha comunicato alle organizzazioni sindacali l’avvio della procedura di mobilità e nei giorni scorsi ha già avviato la chiusura di sei punti vendita, le cui serrande si abbasseranno il primo luglio.

“Esattamente un anno fa, a giugno 2014 – spiega Diego Marini della Fisascat Cisl – l’azienda aveva dato assicurazioni per un rilancio della rete di vendita e, invece, non ha fatto alcun tipo di investimento: praticamente, l’ha lasciata morire”.

Il Gruppo Gottardo era già proprietario di altre tre catene commerciali con le insegne Tigotà, Acqua & Sapone e Prodet, che complessivamente possono contare su oltre 500 negozi.

“In questo anno – commenta Francesco Buonopane della Filcams Cgil – avviamo assistito a una mancanza di strategia: la rete acquisita non è stata diversificata rispetto a quelle già in possesso del gruppo e non sono, così, state risolti i problemi di sovrapposizione e concorrenza interna”.

È stato avviato, quindi, il confronto sulla mobilità del personale Aromatika, che coinvolgendo due regioni sarà di carattere nazionale. Questa fase prevede 75 giorni di tempo. La proprietà padovana fino alla fine di maggio aveva ipotizzato la presenza di un compratore dei negozi ex Dayli, ipotesi poi svanita. Negli ultimi due mesi aveva, per altro, chiuso già 12 negozi.

“Il nostro obiettivo al tavolo di confronto – conclude Marini – sarà quello di ricollocare il maggior numero possibili di dipendenti nelle altre reti commerciali del gruppo, che da parte loro stanno invece continuando ad assumere”.

“Visti gli incontri che periodicamente abbiamo avuto con l’azienda durante quest’anno – aggiunge Buonopane – non possiamo dire che sia un fulmine a ciel sereno. Però, crediamo che ci possano ancora essere margini per una soluzione alternativa alla semplice chiusura”.

Diego Marini
Diego Marini
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