La Vita Cattolica

Mercoledì 04 Ottobre 2017

 

COORDINAMENTO DONNE CISL

Della Ricca: «Sul caso Mazzega decisione diseducativa»

Una divaricazione sconfortante tra la legge e quello che invece è il senso comune delle persone, della società». A evidenziarlo è Renata Della Ricca, coordinatrice della Cisl Udine, commentando i fatti di cronaca che hanno visto il Tribunale del riesame di Trieste accogliere la richiesta dei domiciliari avanzata degli avvocati di Francesco Mazzega, il 36enne originario di Muzzana che ha confessato l’omicidio della fidanzata, Nadia Orlando, la 21enne di Vidulis di Dignano.

«Come donne della Cisl siamo rimaste sgomente – prosegue – non entriamo nel merito della giurisprudenza e non mettiamo in dubbio che la scelta dei giudici abbia un fondamento di legge, ma ritengo che di fronte a fatti di una gravità così eclatante debba esserci anche un’attenzione al messaggio che si manda, in questo caso quantomeno contradditorio. La famiglia, di fatto, ha subito un secondo lutto, questa madre e questo padre hanno pianto la morte della figlia, una ragazza di 21 anni, un fiore che stava U sbocciando e che ora non c’è più. Ora, dopo due mesi, si trovano a piangere di nuovo perché non è stata fatta giustizia. Si dovrebbero avere sempre due riferimenti: che cosa dice la legge e che cosa vede la società. La percezione che le persone hanno in questo momento è che la legge non ci tutela e che, anzi, dà poco peso a una violenza inaudita». C’è poi il piano educativo. «Cosa può pensare un ragazzo di fronte alla scelta del Tribunale di Trieste? Che in fondo non verrà giudicato, anche se sappiamo che ci sarà un processo e speriamo in una condanna, ma il rischio è quello di un pericoloso desiderio di emulazione».

E proprio il fronte dell’educazione è, al contrario, quello su cui bisognerebbe insistere di più. «La violenza – continua Della Ricca – è la piaga del nostro secolo, perché abbiamo perso certi valori verso il prossimo, verso la società, ma anche verso la stessa nostra famiglia. Come comunità dovremmo dunque impegnarci per rialimentare questi valori. Questo, naturalmente, impone un lavoro educativo. La mia generazione ha avuto un’educazione molto rigida, poi c’è stato un periodo in cui ai nostri giovani abbiamo dato un’educazione molto libera, come se quello che non avevamo avuto noi lo dovessimo concedere a loro all’ennesima potenza. Adesso però non riusciamo più a gestire questa realtà, né all’interno della società, né delle famiglie, né delle scuole. Mancano accoglienza e tolleranza». Nello specifico della violenza di genere spiega la sindacalista Cisl il problema è quello di un fortissimo senso di «possesso» dell’uomo sulla donna. Famiglia e scuola sono gli ambiti in cui intervenire, «fino ad ora però a impegnarsi sono state prevalentemente realtà femminili», è tempo di cambiare: «è necessario un lavoro corale perché non è un problema delle donne, ma delle donne e degli uomini, solo coinvolgendo tutti si riuscirà a debellare questo fenomeno».

Forte l’impegno della Cisl non solo nel proporre linee guida alla Regione Friuli Giulia, recepite nell’ambito della creazione dell’Osservatorio regionale sul fenomeno della violenza di genere, ma anche nelle scuole e nei luoghi di lavoro. In particolare si sta lavorando per dare attuazione anche a Udine al protocollo firmato a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria per fornire ai datori di lavoro, ai lavoratori e ai loro rappresentanti, un quadro di azione per individuare, prevenire e gestire i problemi derivanti dalla violenza di genere, puntando soprattutto ad aumentare la consapevolezza della gravità e diffusione del problema.

Anna Piuzzi

Renata Della Ricca
Renata Della Ricca
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