FNP

dell'Udinese e della Bassa Friulana
Via C. Percoto, 1 - UDINE
Tel. 0432-246491 - Fax 0432-204046
E-mail: pensionati.udine@cisl.it
Sito internet: www.pensionaticisludine.it

Messaggero Veneto

Mercoledì 03 Febbraio 2016

 

Dodicimila pensionati con 540 euro il mese


La fotografia scattata dalla Fnp-Cisl. In provincia di Udine sono 130 mila. Uno su tre vive nel capoluogo con un assegno medio di 797 euro. In Fvg sono 400 mila le persone in quiescenza: un terzo della popolazione. Il 4-5% percepisce un assegno sociale: 6 mila in Friuli

Sono circa 130 mila i pensionati residenti in provincia di Udine – 400 mila in Fvg –. Vivono con un assegno medio mensile che oscilla tra gli 800 e i 900 euro. Il 9%, invece, circa 12 mila persone, percepisce una pensione inferiore (540 euro circa), mentre una piccola percentuale pari al 4-5% (attorno alle 6 mila persone) può contare solamente su un assegno sociale.

La fotografia è quella scattata dalla Fnp-Cisl, attraverso il suo segretario cittadino Ennio Toniutti, e viene in parte ripresa dall’elaborazione effettuata dal Centro studi Datalavoro sugli ultimi dati Inps, pubblicata di recente sul Sole 24 Ore.

Analisi Centro studi Datalavoro. Secondo questo studio, oltre il 31% della popolazione pensionata vive nei quattro capoluoghi di provincia della regione (la media nazionale è del 29,7% con una pensione di 825 euro al mese). Mentre Trieste si piazza al terzo posto in Italia per le pensioni di vecchiaia, Udine e Pordenone fanno invece registrare la maggiore incidenza di pensioni di anzianità.

Nella classifica Udine si posiziona al 24º posto, con una percentuale di pensionati pari al 35% della popolazione con un assegno medio mensile di 797 euro. La maggior percentuale spetta a Trieste (37,1%), con una pensione di 897 euro, piazzandosi al decimo posto in Italia.

Gorizia è ventesima, con il 35,3% di pensionati e un importo di 850 euro; mentre Pordenone è cinquantasettesima (31% e un assegno di 848 euro). Per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, a Trieste rappresentano l’11,6% della popolazione residente, con un assegno medio di 658 euro (media nazionale 8,3% e 676 euro); seguono Udine al 21º posto, Gorizia al 31º e Pordenone al 62º.

La maggiore incidenza delle pensioni di anzianità si registra, invece, a Udine (21º posto con il 9%) e Pordenone, con una media rispettivamente di 1.445 e 1.495 euro (mentre il dato nazionale è di 6,7% con 1.593 euro). Per le pensioni di invalidità la prima città in regione è Gorizia (1,7% e 654 euro, 61ª in Italia), mentre per le pensioni di invalidità civile il primato in Fvg è di Udine (4,6% con 409 euro, 58ª a livello nazionale).

I dati della Cisl. In base ai dati in mano al referente della Cisl, sono ancora migliaia in provincia i cittadini che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Alcuni di questi, come detto, si ritrovano a vivere con un assegno sociale. «Circa il 4-5% della popolazione (attorno alle 6 mila persone) – sottolinea Toniutti – percepisce dai 260 ai 540 euro al mese. Il 9% (pari a 11.700) vive invece con pensioni minime, mentre il resto con pensioni che arrivano ai 900 euro al mese.

Ma la povertà – spiega il segretario cittadino – non è data soltanto dai soldi che si hanno mensilmente, ma anche e soprattutto dalle spese che si è costretti a sostenere». Soltanto il 75% dei pensionati, infatti, «è in possesso di una abitazione propria, mentre gli altri devono pagare l’affitto. Inoltre, ci sono le bollette da pagare e i generi alimentari da acquistare.

Non basta – sottolinea critico – ridurre il canone Rai». Toniutti sottolinea anche le difficoltà dei pensionati sul piano sanitario, legate «al fondo di autonomia possibile». «Con l’introduzione del nuovo Isee – chiarisce il sindacalista – è diminuito il numero degli interventi, dal momento che i valori assoluti risultavano più alti e non è stata toccata la soglia di accesso ai fondi.

La conseguenza? Vi hanno potuto accedere meno persone. I contributi regionali – continua – sono però aumentati dando continuità agli interventi per tutti e dodici mesi e non soltanto per nove mesi, come in precedenza. Aumentando la durata del contributo sono per contro diminuiti i beneficiari».

Il dialogo con la Regione continua e «abbiamo ripreso il discorso del Fondo complementare regionale – conclude Toniutti –, per consentire di creare una pensione complementare a chi va in pensione, ma anche ai giovani. Inoltre, ciò permette anche di attivare una formula assicurativa per coprire situazioni di assistenza sanitaria e non autosufficienza».

Laura Pigani

Ennio Toniutti
Ennio Toniutti
archivio

la federazione:

altre risorse: