“Donne consapevoli tra stereotipi e discriminazione”

Per la giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne e minori Ust Cisl di Udine, Anolf di Udine e il Coordinamento Donne hanno organizzato una tavola rotonda " Donne consapevoli tra steriotipi e discriminazioni" dove avremo come ospiti la delegazione Indiana del St Xavier's Catholic College of Engineering Kanyakumari District Tamilnadu India.

Oggi siamo qui per aggiungere un altro tassello al nostro impegno contro la violenza sulle donne. In occasione del 25 novembre, la CISL di Udine insieme con l’ANOLF e le donne Pensionate della CISL di Udine, hanno organizzato un incontro dal titolo “Donne consapevoli tra stereotipi e discriminazione”.

Le statistiche ci dicono che la violenza sulle donne è la 1° causa di morte e di invalidità permanente per le donne fra i 14 ed i 66 anni in Europa, ciò nonostante siamo convinte che la violenza non sia il nostro destino.

La sensibilità, non solo della gente comune, ma anche della classe politica su un fenomeno che pure presenta dimensioni così inquietanti da far riflettere sul reale livello di civiltà e progresso del nostro paese è stata per molto tempo inadeguata, tanto che l’Italia ha avuto più di un richiamo sia dall’UE che dall’ONU per i suoi ritardi nell’aderire alle convenzioni internazionali e nel mettere in atto le misure previste.

Oggi siamo in una posizione diversa, nel senso che è stata ratificata la Convenzione di Istanbul, che impegna i paesi aderenti ad approntare adeguate misure antiviolenza, dal 1996, anno di approvazione della prima legge organica sulla violenza alle donne, sono stati fatti progressi nella legislazione, recentemente aggiornata con la legge approvata lo scorso ottobre che prevede maggiori sanzioni e maggiori garanzie per le vittime di violenza. Come l’allontanamento del partner violento, il gratuito patrocinio, la non remissibilità della denuncia.

Ma sappiamo bene che le belle leggi, e nel nostro paese dagli anni ’70 in poi ne sono state approvate di bellissime a sostegno dei diritti e della dignità delle donne, non bastano se non ci sono adeguate misure di sostegno e non ci sono una forte convinzione e un deciso impegno dei soggetti pubblici e privati per lottare contro il dilagare di violenze che spesso, oltre che barbare, appaiono anche assurde e ingiustificate.

Oggi parlare di donne è difficile, parlare di donne migranti lo è ancora di più. Sopra le loro teste giace una silenziosa spada di Damocle pronta a recepire ogni loro movimento, ad accusare ogni proprio errore, a creare stereotipi difficili da eliminare. Le donne migranti affrontano nel loro quotidiano discriminazioni multiple per il loro essere straniere o appartenenti a gruppi minoritari, povere e donne, in una società patriarcale.

Si giunge così a realizzare una capitalizzazione dell’identità, in cui la donna diviene il capro espiatorio di una violenza cieca e razzista. Il corpo femminile è a tutti gli effetti un campo di battaglia fisica, politica e sociale. Così come durante i conflitti i corpi delle donne sono utilizzati come armi di guerra, vittime di tensioni sociali, violenze e stupri, volti a penetrare nella trincea più intima del nemico, le violenze e discriminazioni subite dalle donne migranti sono atti estremi volti a ristabilire l’ordine all’interno delle società contemporanee, impregnate di crisi economiche e di valori tradizionali.

Renata Della Ricca - Coordinamento Donne Cisl Fvg

Renata Della Ricca
Renata Della Ricca
archivio

altre risorse: