La Vita Cattolica

Giovedì 09 Luglio 2015

 

Il segretario della Cisl dell'Udinese e della Bassa Friulana: «La crisi non è vinta»

È l'ora della coo-petizione

Muradore: «Vanno creati "campioni" regionali che, in una logica di filiera, mettano insieme esperienze e professionalità per vincere nel mercato globale».

La crisi economica non è vinta. E i venti di timida ripresa che si respirano non ci salveranno da un altro autunno caldo, con dati pesanti sul fronte del lavoro e crisi aziendali. Roberto Muradore, segretario generale della Cisl dell'Udinese e della Bassa Friulana, dal suo osservatorio dentro il mondo del lavoro parla chiaro e indica una strada impegnativa per tutti, dagli imprenditori ai lavoratori: passare dalla competizione alla coo-petizione.

Muradore, si parla tanto di ripresa. Ma qual è lo stato di salute del lavoro in Friuli? «Nella nostra Regione, dal 2007 al 2014, si sono persi 24.129 occupati, dei quali circa 13 mila nel manifatturiero e di questi ultimi più di 10 mila in provincia di Udine. Nel 2014 i disoccupati sono stati 43.800, di cui ben 19.537 nella sola provincia di Udine. In Friuli-V.G. la Cassa integrazione guadagni, nel 2014, ha raggiunto i 32,6 milioni di ore autorizzate quindi, a differenza che nel resto dell'Italia, è cresciuta. Il dato forse più eclatante è che, sempre in regione, dal 2007 al 2014, i giovani occupati di età compresa tra i 15 e i 34 anni sono calati di circa 63 mila unità».

Dati vecchi, qualcuno potrebbe ribattere. Ora la Cassa integrazione è in calo…… «Nei primi 4 mesi di quest'anno la Cassa integrazione guadagni si è dimezzata. Dato positivo, se non fosse che molte aziende, già dall'anno scorso, non possono più accedervi per cui utilizzano la mobilità, cioè licenziano».

Qual è l'andamento dell'economia? «Dopo un triennio con un Pil negativo, le previsioni di Prometeia per il 2015 dicono di un possibile aumento dello stesso pari allo 0,8% e, specificatamente, di un andamento positivo del manifatturiero con un +1,4% e di uno ancora negativo per l'edilizia con un -0,6%. Dal 2007 al 2015, inoltre, in Friuli-V.G. si sono perse 3.110 imprese di cui 821 nel primo trimestre di quest'anno. Le esportazioni sono in crescita. È positivo che nel 2014 le esportazioni siano aumentate del 5%, ma nel primo trimestre 2015, purtroppo, in provincia di Udine sono calate del 2,1%».

Insomma bisogna correre ai ripari. Come rilanciare l'economia? «Bisogna rafforzare il settore industriale-manifatturiero affinchè possa meglio reggere la sempre più forte competizione nazionale ed internazionale. Non ci si deve, però, aspettare un grande contributo all'aumento dell'occupazione diretta in quanto le aziende manifatturiere per poter competere si riorganizzano e, come noto, ogni ristrutturazione, sia essa di processo o di prodotto, taglia e non aumenta il numero dei lavoratori. Di questi tempi tenere è già un risultato. E poi va da sé che un manifatturiero in salute porta con sé ulteriore occupazione nei servizi diretti e indiretti».

Che si può fare? «Va messo a frutto quanto predisposto dalla legge regionale Rilancimpresa, che ha il merito di aver messo "a sistema" gli strumenti regionali a disposizione dell'economia, adottando una politica industriale che favorisca, con provvedimenti ad hoc, la crescita delle imprese nostrane. Le aziende friulane più che competere devono cooperare tra loro, passando dalla competizione alla "coo-petizione". Coo-petizione che si può tradurre in aggregazioni temporanee, ad esempio le Associazioni temporanee di impresa (Ati), oppure con aggregazioni definitive, come le fusioni. Vanno creati e introdotti alcuni "campioni" regionali che fronteggino i mercati esteri in una logica di filiera. Si pensi, per esempio, al settore legno-mobilio con le sue molteplici esperienze, possibilità e professionalità che, solo raccorpate, possono essere vincenti nel mercato globale».

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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