Messaggero Veneto

Giovedì 10 Luglio 2014

 

Economia, Udine “fanalino di coda”

Troppo modesta la crescita e soprattutto «non genera nuovi posti di lavoro».
L’analisi del segretario Roberto Muradore

Un’economia «che stenta a ripartire», e soprattutto «una disoccupazione crescente» che genera «povertà». Non solo «tra i migranti, come molti sostengono, ma anche tra le famiglie friulane». E’ un quadro a tinte fosche quello che la Cisl tratteggia oggi nel corso del consiglio generale convocato in via Ciconi, alla presenza del nazionale Luigi Sbarra.

«Siamo convinti - spiega il segretario provinciale, Roberto Muradore - che senza una buona economia non ci possa essere benessere sociale. E quindi - rimarca - non possiamo che essere profondamente preoccupati dagli indicatori economici del Friuli Venezia Giulia e della provincia di Udine. I nostri “numeri”, infatti, ci collocano nella posizione del fanalino di coda del nord Italia». Il +9,7% delle esportazioni registrate nel primo trimestre 2014 dalla provincia di Udine, «è solo parzialmente positivo, perché siamo ancora molto lontani dai livelli pre-crisi. Livelli che - prosegue Muradore - sono stati recuperati da altre regioni come l’Emilia Romagna e il Veneto. E a fronte di un mercato interno stagnante, con consumi che non decollano nemmeno grazie agli 80 euro del governo, è evidente che il motore economico di questa provincia può accelerare solo se si rivolge, con maggiore determinazione, ad altri mercati».

L’andamento generale si riverbera, evidentemente, sull’occupazione che, sebbene stabile nel 2013 rispetto al 2012, vede salire il numero delle persone che si affacciano sul mondo del lavoro. Parliamo di circa 2.500 persone in più che si stima siano soprattutto giovani, neo diplomati e neolaureati alla ricerca della prima occupazione. «

Sul fronte del lavoro - è, a questo proposito, la sottolineatura del segretario della Cisl - rileviamo una sofferenza che aumenta, anzichè diminuire». E che è destinata ulteriormente a crescere, perché anche davanti al palesarsi di una ripresa reale - più volte intravista ma ancora non confermata come tale -, ci vorrà tempo per far ripartire le assunzioni.

Gli ammortizzatori sociali, poi, rappresentano un sostegno, ma è intuibile che il reddito familiare venga eroso dalla cassa, sino ad annullarsi con la mobilità. Da qui «la deprivazione di tante famiglie che sono arrivate alla povertà alimentare».

I dati «sono allarmanti - dichiara Muradore - e temiamo possano peggiorare. Il numero dei lavoratori iscritti alla mobilità è in crescita e se ricordiamo che la cassa integrazione speciale è l’anticamera della mobilità, è intuibile che potremmo trovarci di fronte ad una nuova ondata di licenziamenti senza grandi alternative di reimpiego».

Da qui la richiesta alla politica «di governare, perché è di questo che abbiamo bisogno: una democrazia governante», che magari «esca dalla logica pervasiva del “chi vince prende tutto” che si sta affermando, e non solo in politica».

Elena Del Giudice

 
 

Giovedì 10 Luglio 2014

 

COMUNICATO STAMPA

Stamani il consiglio generale della Cisl dell'Udinese e Bassa friulana
CRISI, TIMIDA RIPRESA, MA IL LAVORO NON C'E'
E Muradore si appella direttamente alla Regione, chiedendo "fatti concreti"

I numeri sono di quelli che lasciano ben pochi dubbi: a livello regionale – ma le cose vanno ancor peggio in provincia di Udine – i disoccupati nel primo trimestre 2014 registrano un'ulteriore impennata, superando complessivamente quota 47mila, vale a dire + 36,2% sul 2010. Se il trend della crisi dovesse continuare a questo ritmo, solo sul territorio udinese le ore di cassa integrazione ammonterebbero a fine anno ad oltre 15 milioni, pari a 9mila 200 lavoratori sospesi dal mercato del lavoro. Poco consola poi la ripresa dell'export (+9,7% sempre sul territorio), se si pensa che c'è ancora moltissimo da recuperare in regione, ovvero 1,8 milioni di esportazioni perdute tra il 2007 e il 2013.

Partendo da questi dati allarmanti, la Cisl dell'Udinese e Bassa friulana, che oggi ha riunito il suo consiglio generale, non solo lancia l'allarme ("Siamo di fronte ad una ripresa minima che però non porta lavoro"), ma si rivolge direttamente alla Regione chiedendo fatti concreti. "Bene, in questo senso – commenta il segretario generale dell'Unione, Roberto Muradore – il piano Rilancimpresa, che finalmente riconosce come prioritario il manifatturiero, prevedendo azioni ed un approccio di sistema, ma le riforme dovranno essere radicali e di prospettiva, altrimenti la disoccupazione sarà destinata ad aumentare in modo inesorabile".

Mentre sul territorio cresce in modo verticale il numero delle famiglie addirittura in stato di deprivazione (impossibilitate, cioè, ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro) – tanto che la Cisl friulana, con Caritas e Acli, ha avviato una rete di primo sostegno contro le nuove povertà – Muradore lancia il suo messaggio alla politica: "Da troppi anni siamo abituati a sentire annunci. Ora urgono i fatti: a partire dalle politiche attive del lavoro, dalla formazione seria ed obbligatoria per chi esce dal mercato, dal rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, dalla governance delle partecipate come Friulia, Mediocredito e Finest, passando per il Comparto Unico ed il pubblico impiego".

Mariateresa Bazzaro - Ufficio stampa Cisl FVG

 
 

Martedì 08 Luglio 2014

 

La Cisl riunisce il Consiglio generale

Giovedì prossimo nella sede di via Ciconi nel capoluogo friulano si terrà la riunione del Consiglio generale della Cisl di Udine. L’appuntamento è fissato per le 9 nella sala Tarantelli.

I lavori saranno aperti dalla relazione del segretario generale della Cisl di Udine Roberto Muradore che tratterà principalmente dei temi dell’economia, del lavoro e della società locali.

Seguirà il dibattito che sarà concluso dall’intervento del segretario nazionale del sindacato Luigi Sbarra.