Messaggero Veneto

Domenica 1 Luglio 2012

 

Elettrodotto e Abs. Ciriani con la Cgil. Il comitato accusa

«Apprezzo la posizione espressa dalla segreteria regionale della Cgil in relazione alla realizzazione dell’elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest. Una posizione che senza dubbio è costata fatica, ma che merita di essere apprezzata nel metodo». Così il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, ha commentato le dichiarazioni della Cgil sulla necessità di realizzare l’infrastruttura energetica per evitare il depauperamento industriale del territorio.

«Una presa di posizione condivisa può permetterci di essere una regione forte e credibile in grado di dialogare responsabilmente con gli imprenditori. L’elettrodotto non è e non deve essere una questione di schieramenti politici: qui si tratta di mantenere aziende in regione, e posti di lavoro, oltre che competitività. Quanti si muovono ancora su posizioni contrarie, più o meno strumentali, dovrebbero responsabilmente valutare tutti gli aspetti e di tenere conto delle analisi effettuate dall’Arpa e del loro rigore scientifico. I Comuni hanno la possibilità, aprendo il dialogo, di gestire l’aspetto delle compensazioni e vi sono alcuni elementi che possono essere migliorati senza stravolgere il progetto». «Lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia – ha detto Ciriani – non è una questione di opinioni.

L’amministrazione regionale ha portato avanti un iter complesso con rigore: se gli enti locali, i sindacati e la Regione lavoreranno assieme, dimostreranno quella compattezza che è necessaria per essere forti nelle trattative». Il vicepresidente della Regione ha rivolto la propria attenzione anche agli imprenditori che attendono lo sviluppo dell’elettrodotto: «Questi segnali sono evidente segno di attaccamento alle attività produttive, un approccio maturo e consapevole all’attuale crisi e alla necessità di non eliminare posti di lavoro. Gli imprenditori sappiano interpretare questi segnali con grande responsabilità».

Critiche alla Cgil arrivano dal Comitato per la vita del Friuli rurale. «La Cgil – dice il portavoce Aldevis Tibaldi - ha preferito cedere la pelle dell’orso senza nulla chiedere in cambio, se non una generica e timida richiesta a non ridurre il personale e a investire in regione. La Cgil – continua – si è dunque spogliata dei suoi panni per vestire quelli del giudice ambientale e dare un via libera a un’opera a prescindere».

Elettrodotto
archivio

altre risorse: