Il Gazzettino

Giovedì 19 Luglio 2012

 

Elettrodotto in discesa

Il caso-energia. Dopo l’ultimatum lanciato dalla Danieli.
Quasi scontato il via libera da parte della Conferenza dei servizi.

Via libera all’elettrodotto entro sessanta giorni oppure ce ne andiamo in Croazia. Il termine fissato da Gianpietro Benedetti l’altro ieri non è stato scelto a caso: sessanta giorni, infatti, sono il lasso di tempo entro il quale le parti interessate possono presentare osservazioni al progetto finale predisposto da Terna, che è stato pubblicato sul "Sole 24 Ore" di lunedì scorso, il 16 luglio.

Scaduto il termine, il ministero dell’Ambiente potrà convocare la Conferenza dei servizi per la decisione finale sulla nuova linea da 380 kv Redipuglia-Udine ovest. In quella sede saranno convocate tutte le amministrazioni coinvolte, dalla Regione ai 27 Comuni interessati dall’elettrodotto o dalla demolizione delle linee attuali, tra cui i 14 il cui territorio sarà toccato dai 40 chilometri di tracciato della nuova linea (Fogliano Redipuglia, Villesse, Campolongo Tapogliano, San Vito al Torre, Palmanova, Trivignano, Santa Maria la Longa, Pavia di Udine, Mortegliano, Pozzuolo, Lestizza, Campoformido e Basiliano). Compito della Conferenza, la verifica della conformità del progetto definitivo con gli strumenti urbanistici delle singole amministrazioni.

Se le modifiche apportate da Terna al progetto originario si dimostreranno in linea con le prescrizioni espresse un anno fa in sede di Valutazione d’impatto ambientale (Via), in ogni caso, il via libera sarà quasi un atto dovuto. Non sarà la conferenza dei servizi, in sostanza, a rimettere in discussione l’opera, perché saranno oggetto di verifica solo le variazioni rispetto al progetto originario. I sostenitori dell’interramento totale o parziale della linea, quindi, dovranno trovare altre sedi per esprimere il proprio dissenso, dal momento che tra le modifiche richieste in sede di Via non è previsto il tracciato sotterraneo.

Pur essendo un passaggio indispensabile, la Conferenza sarà un appuntamento tecnico più che politico, dall’esito quasi scontato. Il tassello mancante sul piano politico, invece, è il parere favorevole della Giunta regionale, indispensabile anch’esso per l’autorizzazione finale da parte del ministero dell’Economia. Ma il Governo regionale, stando alle ultime dichiarazioni del vicepresidente Luca Ciriani, sembra aver sciolto ogni riserva.

 

Giovedì 19 Luglio 2012

Teghil (Lega) alla Danieli: Ricatto inaccettabile.

«Quello del gruppo Danieli è un ricatto inaccettabile». Per l’assessore all’energia della provincia di Udine, il leghista Stefano Teghil, l’ultimatum di Gianpietro Benedetti, va respinto al mittente. Perché a suo dire la possibilità di migliorare infrastrutture e servizi c’è senza però pregiudicare l’ambiente. La soluzione si chiama elettrodotto interrato.

Il presidente della Danieli Benedetti però ha detto di essere disposto ad attendere ancora 60 giorni in attesa dell’elettrodotto Redipuglia - Udine ovest. Se non ci saranno novità e certezze entro due mesi la Danieli è pronta a trasferire in Croazia un investimento da 320 milioni di euro. Un investimento che si tradurrebbe in un incremento della forza lavoro (i dipendenti dell’Abs, sempre secondo Benedetti potrebbero passare da 1.200 a circa 2.500) e in un’importante opportunità di sviluppo. Ma Teghil non ci sta. «Un imprenditore lungimirante come Benedetti dovrebbe lavorare insieme alle istituzioni per migliorare servizi e infrastrutture. Noi non siamo contrari allo sviluppo - spiega Teghil - purché si tengano in considerazione anche le esigenze del territorio. Ben vengano le infrastrutture a patto però che siano moderne. L’impatto sull’ambiente deve essere il minore possibile.

Quello della Danieli invece è un ricatto occupazionale inaccettabile. Anche il turismo e l’agricoltura sono settori importanti che garantiscono occupazione. Nessuno dice di bloccare il progetto, ma perché non realizzare un elettrodotto interrato sfruttando le infrastrutture esistenti come per esempio il tratto autostradale che già ha deturpato il territorio?».